Del hadîth:
«I miei Compagni
sono come le stelle».

di G.F. Haddad

Vi sono almeno tre hadîth che comparano i Compagni alle stelle nel cielo: È riportato dal Profeta - che la Grazia e la Pace divine siano su di lui! - che egli disse:

1.«I miei Compagni sono come le stelle; chiunque fra di loro voi prenderete come guida, sarete ben guidati». Questo è un hadîth «debole» (da`îf) trasmesso: - da Ibn `Umar attraverso `Abd ibn Humayd nel suo Musnad come sancito da al-Suyûtî nelManâhil al-safâ” (p. 193 #1027) e da Ibn `Adî nel “Al-kâmil”; al-Suyûtî lo ha indicato come «debole» nel suo “Al-jâmi` al-saghîr” (#4603). - da Jâbir attraverso al-Daraqutnî in “Fadâ’il al-sahâba” e Ibn `Abd al-Barr nel “Jâmi` bayan al-`ilm” (2:924-925 #1759-1760=2:111); - da Abû Hurayra attraverso al-Quda`î nel “Musnad al-shihâb” con una linea di trasmissione veramente molto debole a causa della presenza di Ja`far ibn `Abd al-Wâhid al-Hâshimî che fu dichiarato un bugiardo così come indicato da Ibn Hajar; - da `Umar e Ibn `Abbas attraverso al-Bayhaqî nel “Al-madkhal” dove afferma: «Il suo matn [1] è ben conosciuto (mashhûr) e la sua catena di trasmissione è debole»; - da `Umar attraverso al-Sajzî nel “Al-ibâna” e Ibn `Asakir così come sancito da al-Suyûtî che lo ha indicato come «debole» nel suo “Al-jâmi` al-saghîr” (#4603); - da Anas attraverso al-Bazzâr che disse del hadîth di `Abd ibn Humayd: «È riprovato (munkar) e difettoso», così come citato da Ibn Hajar nel “Talkhîs al-habîr” (4:190-191 #2098).

Nella sua edizione del “Al-shifâ’” di Qâdî `Iyâd (2:613) al-Bajawî ha detto: «Ibn Hazm ha detto addirittura: “È stato fabbricato”. Il maestro di hadîth al-`Iraqi ha detto: “L’autore (Qâdî `Iyâd) non l'avrebbe dovuto citare come se fosse certamente un hadîth del Profeta - che la Grazia e la Pace divine siano su di lui”». Al-Halabî ha detto: «L'autore non l’avrebbe dovuto citare come se fosse certamente un hadîth del Profeta - che la Grazia e la Pace divine siano su di lui! - a causa di ciò che se ne sa tra i sapienti di questa scienza, ed in passato egli ha già fatto la stessa cosa altre volte ». Al-Qârî risponde nel suo commento del “Al-shifâ’” (2:91): «È possibile che egli (Qâdî `Iyâd) avesse stabilito una catena di trasmissione per questo hadîth, o che lui tenesse conto della molteplicità delle sue catene di trasmissione al fine di elevare il suo grado da «debole» (da`îf) a «buono» (hasan), a causa della sua buona opinione su di esso, per non parlare del fatto che anche un hadîth debole può essere messo in pratica per atti meritori (fadâ'il al-a`mâl), e Allah ne sa di più».

Al-Saghânî lo ha dichiarato «buono» (hasan) come affermato da Hasan al-Tibî e da al-Sayyid nei rispettivi commenti del “Mishkât”. Shaykh `Abd al-Fattâh Abû Ghudda nel suo commento del “Fath bâb al-`inâya” di al-Qârî (1:13) e nel suo “Al-masnû` fî ma`rifa al-hadîth al-mawdû`” (p. 273) rifiuta il grado di «fabbricato» (mawdû`) e ugualmente rifiuta il grado di «autentico» (sahîh) stabilito per esso da al-Laknawî - nel suo «marginalia» all'ultimo “Tuhfat al-akhyâr” intitolato “Nukhbat al-anzar” (p. 53) e nell'introduzione al suo “Al-athar al-marfû`a fî al-akhbâr al-mawdû`a” - per il quale quest’ultimo cita la frase di al-Sha`rânî nel “Mîzân al-kubrâ”: «Anche se l'autenticità di questo hadîth è oggetto di discussione fra gli studiosi di tradizioni, ciononostante esso è considerato valido presso le genti dello svelamento iniziatico (kashf)». Vedasi anche i «marginalia» dei fratelli Tamîm sullo “Sharh sharh nukhba al-fikâr” di al-Qârî (p. 557).

Per quanto riguarda le affermazioni del recente trattato del “salafita” Sa`îd Ma`shasha “Al-muqallidûn wa al-a’imma al-arba`a” (Beirut, Al-Maktaba al-Islamî e Dâr Ibn Hazm, 1999, p. 102) secondo le quali «questo hadîth è «fabbricato» (mawdû`) come hanno detto [sic!] Ibn Hazm nel “Usûl al-ahkâm” (#810), al-Shawkâni nel “Al-qawl al-mufîd” (p. 30), al-Albânî in “Al-silsila al-da`îfa” (#58) e un gran numero di sapienti»: questa affermazione è una bugia spudorata, poiché al-Shawkâni ha detto nel “Al-qawl al-mufîd fî adilla al-ijtihâd wa al-taqlîd”, a pagina 9 dell'edizione originale del 1347/1929: «Questo hadîth venne trasmesso attraverso differenti catene di trasmettitori da Jâbir e da Ibn `Umar, e gli Imâm della scienza dei trasmettitori hanno esplicitamente detto che nessuno di loro è integro (lâ yasihhu minhu shay’) e che questo hadîth non è fermamente stabilito come tradizione profetica.... Insomma, questo hadîth non costituisce una prova». Questa è la medesima opinione di coloro che hanno tratto citazioni dalla maggioranza degli studiosi, ma ciò è molto lontano dal piagnucolare che il hadîth è «fabbricato». Inoltre, non è vero che «un gran numero di studiosi» l'hanno dichiarato «fabbricato», dal momento che l'unico sapiente che lo fece fu Ibn Hazm, imitato nel nostro tempo da Nâsir al-Albânî. Una delle cose ironiche del libro di Ma`shasha è che egli attacca il taqlîd in ogni pagina, e poi conti esclusivamente su al-Albânî per l'autenticazione dei hadîth, senza alcun riferimento ai maestri di tradizioni!

Vi è una trasmissione che conferma il hadîth di cui sopra: 2. Il hadîth presente in Muslim e Ahmad, narrato da Abû Mûsâ al-Ash`arî, secondo cui il Profeta - che la Grazia e la Pace divine siano su di lui! – ha detto: «Le stelle sono depositarie di fiducia in cielo, e quando le stelle declinano, al cielo verrà portato ciò che fu promesso (cioè la corruzione del mondo e l'avvento del Giorno del Giudizio); e io sono depositario di fiducia per i miei Compagni, cosicché quando io vado verrà portato ciò che fu loro promesso (cioè la sedizione, fitna, e le divisioni); e i miei Compagni sono depositari di fiducia per la mia comunità, così quando loro vanno alla mia comunità verrà portato quanto vi fu promesso (cioè il seguire le passioni, hawâ, e il gareggiare per i beni di questo mondo, dunyâ)».

Un'altra trasmissione afferma: 3. Anas riporta che il Profeta - che la Grazia e la Pace divine siano su di lui! – ha detto: «I Sapienti (`ulamâ’) sono sulla terra simili alle stelle nel cielo, dalle quali una persona è guidata attraverso l'oscurità della terra e del mare. Quando le stelle sono ricoperte dalle nuvole, le guide sono quasi perdute."

Trasmesso da Anas attraverso Ahmad nel suo “Musnad” (al-Arna`ût, ed. 20:52 #12600=al-Zayn ed. 10:508 #12537=3:157 #12606) con una catena di trasmissione molto debole secondo al-Arna`ût per via della presenza di Rishdin ibn Sa`d che è considerato «debole», Abû Hafs - il trasmettitore da parte di Anas – che è sconosciuto, e `Abd Allâh ibn al-Walîd che è «cedevole» (layyin), anche se al-Zayn lo ha dichiarato «buono» con la sua solita magnanimità, così come fa al-Suyûtî nel “Al-jâmi` al-saghîr”. Cfr. al-Haytamî (1:121). È trasmesso anche da al-Khatîb [al-Baghdâdî] nel “Al-faqîh wa al-mutafaqqih” (2:70), al-Ramahurmuzî nel “Al-amthâl” (p. 51) - entrambi con la medesima linea di trasmissione - e Ahmad nel “Al-zuhd”, poco documentato (mawqûf) da parte di Abû al-Dardâ’. Trasmesso anche con il grado di «ricondotto» (mursal) da al-Hasan al-Basrî attraverso al-Bayhâqî in “Al-madkhal” (p. 274).

Questo è ciò che `Umar intendeva quando definì i Compagni «coloro ai quali la gente guarda e dai quali riceve la conoscenza», quando egli disapprovò la differenza di opinioni tra Ubayy ibn Ka`b e `Abd Allâh ibn Mas`ûd, come riportato da Ibn `Abd al-Barr nel “Jâmi` bayan al-`ilm” (Misr, Dar al-Tibâ`a al-Munîriyya 2:84).

Al-Hakim al-Tirmidhî ha detto nel “Nawâdir al-usûl”: «In questo hadîth non si intendono tutti coloro che lo [il Profeta] incontrarono o lo seguirono o lo videro una sola volta, ma soltanto coloro i quali diligentemente gli fecero compagnia mattina e sera, ricevettero da lui la comunicazione della rivelazione, appresero da lui la Legge che divenne il sentiero della Umma, e guardarono a lui [come esempio] per quanto riguarda l'etica dell'Islâm e i nobili comportamenti. Costoro divennero, dopo di lui, gli Imâm e i modelli nei quali risiede la retta guida e nel cui sentiero si trova la giusta emulazione, e in loro vi è la salvezza e il giusto credo.

Vi sono molte notizie che mostrano la validità o la desiderabilità del seguire e dell’imitare i Compagni nella loro pratica religiosa, e nel caso dei quattro Califfi Ben Guidati questa imitazione è in realtà un comando profetico, e Allâh è più sapiente.

Note

[1] Il termine “matn” Indica il contenuto del hadîth propriamente detto, ovvero l’enunciato dei termini che vengono riportati dal Profeta Muhammad - che la Grazia e la Pace divine siano su di lui! - o connessi alla sua persona. Un hadith è infatti composto da due parti: il testo (matn), e la catena di coloro che lo tramandano (isnâd) i quali, attraverso testimonianze dal vivo e resoconti, ne fanno risalire il contenuto fino al Profeta stesso. (n.d.t.)

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G.F. Haddad, “Del hadîth: «I miei Compagni sono come le stelle»”. Traduzione e note a c. di `Abd al-Malik e `Abd al-Shakûr. © 2004 Abdul-Shakur. Tutti i diritti riservati. Riprodotto con il permesso esplicito dell’Autore del documento originale.

Autore, titolo e indirizzo web del documento originale: G.F. Haddad, “«The Hadith: "My Companions Are Like The Stars"” http://www.livingislam.org/compst_e.html

Pubblicato da Living Islam su concessione del gruppo: Compagni del Profeta® http://groups.msn.com/CompagnidelProfeta

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Dio l’Altissimo ha detto: «Rispettate il patto, in verità del patto vi sarà chiesto conto» (wa awfû bi-l-‘ahdi inna-l-‘ahda kâna mas’ûla) (Cor. 17:34). L’Inviato di Dio ha detto: «I musulmani sono tenuti ad onorare i loro impegni», e «L’uso dei beni di un musulmano senza il suo permesso è proibito».




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