Chi sono gli “ahl al-bayt
(la «Gente della Casa»)


(parte 1 di 2)


Domanda: un fratello mi ha chiesto chi sono esattamente gli “ahl al-bayt”, perché tutto ciò che sa è che quando sente “ahl al-bayt” pensa ai Dodici Imâm. Derivano solo da Fâtima, o da altri oltre che da lei... come Ibn `Abbâs?

Considera per iniziare che “ahl” e “âl” hanno lo stesso significato. Tuttavia, Ibn Manzûr ha detto nel “Lisân al-`arab” che “âl” è di uso più nobile. Considera che in arabo la “bayt” di un uomo indica sua moglie, e che questo è anche uno dei significati della “ahl” di un uomo. Vedi “Lisan al-`arab” [1] sotto entrambe le voci, dove si dice anche che “âl” significa “ahl” in tutti i significati di «famiglia», «parenti», e «mogli».

I seguenti termini hanno tutti lo stesso significato: a) ahl al-bayt = Gente della Casa. b) âl al-nabiyyi – Dio lo Benedica e gli doni la Pace = Famiglia del Profeta; Umma. c) al-bayt al-nabiyyi – Dio lo Benedica e gli doni la Pace = Famiglia della Casa del Profeta. d) `itrat al-nabiyyi – Dio lo Benedica e gli doni la Pace = [Gente del] Mantello del Profeta.

Tuttavia, nell’uso comune, (a) e (d) hanno un significato più limitativo, coincidente con (I) sotto, laddove (b) e (c) è più inclusivo, solitamente coincide con (I), (II), e (III). Il termine “âl” (b) è il più inclusivo di tutti, dal momento che al-Nawawî riporta tra i suoi significati: «Tutta la Comunità». Vedi il suo “Tahdhîb al-asmâ’ wa al-lugha” e anche il suo “Tahrîr al-tanbîh” sotto la voce “âl”. [2]

La Gente della Casa del Profeta sono coloro per i quali è illegittimo ricevere lazakat” e che il Profeta ordinò a tutti i Musulmani di rispettare, onorare, e seguire. [3] Essi sono:

I. `Alî, Fâtima, al-Hasan e al-Husayn (in aggiunta ai loro discendenti: Muhassan, Zaynab e Umm Kulthûm, altri figli di `Alî e Fâtima; tra i figli di al-Hasan: Zayd, al-Qâsim, Abû Bakr, `Abd Allâh, `Umar, al-Hasan, `Abd al-Rahmân, al-Husayn, `Amr, Muhammad, Ya`qûb, Ja`far, Hamza e Talha; tra i figli di al-Husayn: Abû Bakr, `Abd Allâh, `Alî al-Kabîr, `Alî Zayn al-`Âbidîn, `Umar, Fâtima, Sukayna, Zaynab al-Sughrâ e Umm Kulthûm al-Sughrâ).

II. Le mogli del Profeta (con l’eccezione che per loro la “zakât” è legittima secondo il consenso dei sapienti), come riportato da Ibn Hajar nel “Fath al-Bârî”, 3:277, da Ibn Battal): 1. Khadîja bint Khuwaylid. Diede alla luce: al-Qâsim, `Abd Allâh, Zaynab, Fâtima al-Zahrâ’, Ruqayya e Umm Kulthûm.
2. Sawda bint Zam`a
3. `Â’isha bint al-Siddîq
4. Hafsa bint `Umar
5. Zaynab bint Khuzayma
6. Umm Salâma Hind bint Umayya
7. Zaynab bint Jahsh
8. Juwayriyya bint al-Hârith
9. Safiyya bint Huyayy
10. Umm Habîba bint Abî Sufyân
11. Maymûna bint al-Hârith
12. Maryam al-Qibtiyya. Era una concubina (surriyya). [4] Diede alla luce Ibrâhîm.

III. I Banû Hâshim [5] e i Banû al-Muttâlib (con l’eccezione che alle mogli dei Banû Hâshim ed ai liberti dei Banû al-Muttâlib può essere data la “zakât”, secondo il consenso, come affermato da Ibn Battal: riferito da al-Shawkâni nel “Nayl al-awtar”, 4:175, e da al-Nawawî nel “Sharh Sahîh Muslim”, 5:36.].

Dio ha detto della Gente della Casa: «Il volere di Dio è solo di rimuovere da voi l’impurità (rijs), Gente della Casa, e di mondarvi con una scrupolosa pulizia» (innamâ yurîdu-Llâhu li-yudhhiba `ankum al-rijsa ahla-l-bayti wa yutahhirakum tathîran) (Cor., 33:33). Umm Salâma riferì che quando quel verso fu rivelato il Profeta circondò con il suo abito `Alî, Fâtima, al-Hasan e al-Husayn, e disse: «Oh Dio! Questa è la Gente della mia Casa, perciò rimuovi l’impurità da loro e mondali con una scrupolosa pulizia». Trasmesso da Ahmad (Ibn Hanbal) nel suo “Musnad” con sei linee di trasmissione, al-Tirmidhî con diverse linee di trasmissione e ha sentenziato: hasan sahîh, al-Hâkim e al-Tabarânî. Muslim, al-Tirmidhî (hasan sahîh gharîb), al-Hâkim e anche altri hanno trasmesso che a proposito del verso rivelato da Dio «...Dì: Venite! Convochiamo i nostri figli e i vostri figli, e le nostre donne e le vostre donne, e noi stessi e voi stessi; preghiamo poi umilmente [il nostro Signore] e [solennemente] invochiamo la maledizione di Dio su coloro che mentono» (fa-qul ta`âlaw nad`u abnâ’anâ wa abnâ’akum wa nisâ’anâ wa nisâ’akum wa anfusanâ wa anfusakum thumma nabtahil fa-naj`al la`nata-Llâhi `alâ-l-kâdhibîn) (Cor., 3:61), Sa`d ibn Abî Waqqâs ha detto: «Il Profeta convocò `Alî, Fâtima, Hasan e Husayn, e disse: “Oh Dio! Questi sono la mia Famiglia” (Allâhumma hâ’ulâ’u ahlî)». [6] Dio ha dato alla Gente della Casa il diritto al bottino (fay’) e alla quinta parte (khumus) quando ha detto: «Ciò che Dio dà come profitto al Suo Inviato dalla gente delle cittadine, è per Dio e il Suo Inviato e per i congiunti vicini e gli orfani e i bisognosi e il viandante...» (mâ afâ’a-Llâhu `alâ rasûlihi min ahli-l-qurâ’a fa-li-Llâhi wa li-l-rasûli wa li-dhî-l-qurbâ wa-l-yatâmâ wa-l-masâkîni wa-bni-l-sabîl…) (Cor., 59:7). «E sappiate che qualunque cosa voi prendiate come bottino di guerra, certo un quinto di essa è per Dio e l’Inviato, per i parenti, gli orfani, i bisognosi e il viandante» (wa a`lamû annamâ ghanimtum min shay’in fa-anna li-Llâhi khumusahu wa li-l-rasûli wa li-dhî-l-qurbâ wa-l-yatâmâ wa-bni-l-sabîli) (Cor., 8:41). [7]

Il Profeta ha detto: «Sto lasciando tra voi le due questioni importanti: il Libro di Dio e la Gente della mia Casa». Trasmesso da Muslim, al-Tirmidhi e Ahmad mediante molte linee di trasmissione. Alcune di queste trasmissioni affermano: «Sto lasciando tra voi le due questioni importanti: il Libro di Dio e (la Gente de) il mio mantello (`itra): questi due non si divideranno mai finché non verranno a me presso il Bacino. Pertanto badate a come agite con loro dopo di me». Il dizionario “Mu`jam maqayis al-lugha”, 4:217, definisce «mantello» (`itra) di un uomo come: «I suoi parenti, quali i suoi figli, nipoti e cugini paterni». Da Hasan ibn `Alî, Umm Kulthûm figlia di `Alî e altri: «La “sadaqa” non è legittima per la famiglia di Muhammad». Bukhârî nel libro della “zakât”, Ahmad attraverso cinque linee di trasmissione e al-Darîmî nel suo “Sunan”, (nel capitolo intitolato) “Libro della salât”. Ahmad nel suo “Musnad” e Muslim nel suo “Sahîh”, trasmesso da Zayd ibn Arqam, anche al-Hâkim, Ibn Hibbân, al-Darîmî, al-Bazzâr, e al-Tabarânî: «L’Inviato di Dio si fermò a parlare con noi vicino a uno stagno che è conosciuto come Khum (ghadîr khum), situato tra Mecca e Medina. Egli lodò Dio e ci esortò a ricordarLo, poi disse: “Oh gente! Io sono un essere umano, ed è vicino il tempo in cui l’Inviato del mio Signore verrà a me (con la morte) e gli dovrò rispondere. Osservate! Io sto lasciando tra voi due questioni importanti. La prima di esse è il Libro di Dio, in cui c’è la guida e la luce... E la Gente della mia Casa. Vi ricordo per Dio della Gente della mia casa! Vi ricordo per Dio della Gente della mia Casa! Vi ricordo per Dio della Gente della mia Casa!”. Huswayn ibn Sabra disse a Zayd: “Chi è la Gente della sua Casa, Oh Zayd? Le sue mogli non appartengono alla Gente della sua Casa?”. Zayd rispose: “Le sue mogli sono la Gente della sua Casa, comunque, la Gente della sua Casa sono quelli per i quali la “sadaqa” è illegittima dopo il Profeta”. Huswayn disse: “E chi sono?”. Egli rispose: “La famiglia di `Alî, la famiglia di `Aqil (figlio di Abû Tâlib), la famiglia di Ja`far (un altro figlio di Abû Tâlib), e la famiglia di `Abbâs. Per tutti questi lasadaqa” è illegittima”». Il suddetto “hadith” non si trova in al-Tirmidhî. La versione trasmessa da al-Tirmidhî (egli sentenzia: hadîth hasan gharîb) afferma che Zayd ibn Arqam disse: «L’Inviato di Dio disse: “Sto lasciando tra voi cose che, se voi vi reggete saldi ad esse, non andrete mai fuori strada dopo di me. Una di loro è più grande dell’altra: cioè, il Libro di Dio, la corda che è distesa dal cielo alla terra; e il mio mantello (`itra) – la Gente della mia Casa. Queste due non si divideranno mai finché entrambe non verranno da me presso il Bacino. Pertanto badate a come agite con loro dopo di me”».

Abbiamo ricevuto l’ordine di invocare le benedizioni sulla Famiglia del Profeta includendo le sue mogli. Quando i Compagni chiesero al Profeta come dovessero invocare le benedizioni su di lui, egli disse: «Dite: “Oh Dio, benedici Muhammad, le sue mogli (azwâjihi) e la sua discendenza (dhurriyyâtihi) come hai benedetto Ibrâhîm; e inoltre garantisci la benedizione a Muhammad, alle sue mogli e alla sua discendenza, come garantisti la benedizione a Ibrâhîm: certamente Tu sei Lodato, Maestoso». Ciò è narrato da Bukhârî con due linee di trasmissione, al-Nasa’î, Abû Dawûd, Ahmad, Ibn Mâjah e Mâlik. Abû Ya`lâ ha trasmesso da Abû Hurayra che il Profeta ha detto: «I migliori tra voi sono i migliori verso la mia Famiglia dopo di me». Al-Haythamî lo ha citato nel “Majma` al-zawâ’id”, 6:40, e ha detto: «Abû Ya`lâ lo ha trasmesso e i suoi narratori sono tutti attendibili». Ibn `Abbâs disse che l’Inviato di Dio ha detto: « Dio ha diviso la gente in due gruppi, ed Egli mi pose nel gruppo migliore. Dio parla di “i Compagni della Destra” (ashâb al-maymana) e di “i Compagni della Sinistra” (ashâb al-mash’ama). Io sono tra i Compagni della Destra e sono il migliore dei Compagni della Destra. Poi Egli ha diviso i due gruppi in tre e mi pose nel migliore dei tre. Egli dice: “I Compagni della Destra e i Compagni della Sinistra e Quelli che hanno preceduto, Quelli che hanno preceduto” (Cor., 56:7-10). Io sono tra Quelli che hanno preceduto (sâbiqûn) e sono il migliore di Quelli che hanno preceduto. [8] Poi Egli divise i tre gruppi in tribù e mi pose nella migliore Tribù. Dio ha detto: “Noi vi abbiamo assegnato razze e tribù (shu`ûban wa qabâ’il) in modo che possiate conoscervi l’un l’altro. Certamente il più nobile tra di voi (akramakum) presso Dio è il più timorato (atqâkum). Certamente Dio è Sapiente, Consapevole” (Cor., 49:13). Io sono il più timorato di Dio dei figli di Adamo e il più nobile agli occhi di Dio, e questa non è vanteria. Poi Egli divise le tribù e mi pose nella Casa migliore. Egli ha detto: “Il volere di Dio è solo di rimuovere da voi l’impurità, Gente della Casa, e di mondarvi con una scrupolosa pulizia” (Cor., 33:33)» [9] (hadîth trasmesso da al-Tabarânî e al-Bayhâqî). [10]

Benedizioni e Pace sul Profeta, la sua Famiglia, le Mogli e i Figli, e i suoi Compagni. Che Dio ci conceda di amare Lui, il Suo Profeta, tutti i Compagni del Suo Profeta, così come di amare la Gente della Casa del Profeta, e possa Egli farci risorgere sotto il suo vessillo e farci entrare in Paradiso con i Pii: i Profeti, i Veridici, i Martiri e i Giusti. Quale eccellente compagnia! E la lode appartiene a Dio.

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Note del traduttore

[*] Cfr. Haddad, “Has Allah placed Arabs above non Arabs?”,
LINK: http://www.livingislam.org/fiqhi/fiqha_e76.html

[1] Si tratta del celebre testo di Ibn Manzûr, “Lisân al-`arab”, 6 voll., Cairo, s.d., una delle più importanti opere di riferimento per la lingua araba. Si veda in particolare il vol. 11, alle pp. 28-30.
[2] In questa direzione Ismâ‘îl Haqqî, nel “Rûh al-bayân”, riporta che il Profeta avrebbe detto: «Salmân fa parte della Gente della mia Casa» (“Salmân minnâ ahl al-bayt”). Muhyi al-Dîn Ibn ‘Arabî (cfr. “Al-futûhât al-makkiyya”, II, pp. 126-127) spiega che “ahl al-bayt” nel “hadîth” riportato si riferisce ad ogni musulmano che acquisisce gli attributi del suo “master”, cioè il Profeta – Dio lo benedica e gli doni la Pace! Quest’ultimo senso è confermato dalle tradizioni profetiche che affermano: “Nel Giorno della Resurrezione, non venite a me con i vostri lignaggi! La mia Famiglia è (composta da) ogni credente timorato”; e: “Ogni Profeta ha una Famiglia e un equipaggio; la mia Famiglia e il mio equipaggio sono i Credenti” (âlî wa `iddatî al-mu'min). Cfr. Haddad, “Tafsir "Ahl al-Bayt" (33:33, 11:73)”, http://www.mail-archive.com/msa_ec@listbot.com/msg01396.html
[and at this site: http://www.livingislam.org/k/tab_e.html /webadm.]
Cogliamo l’occasione per sottolineare che la molteplicità di indicazioni interpretative, lungi dall’implicare la mancanza di una concezione chiara, semplice e in qualche modo definitiva, è al contrario rivelatrice di una ricchezza e di un acume di spirito in grado di saper penetrare i numerosi veli che celano la Verità nel mondo. È questo un dono che proviene dall’Unico Onnipotente che ha in ogni momento una visione chiara, semplice e definitiva della Verità la quale, senza tale dono, agli occhi del comune mortale parrebbe impossibile da cogliere in quanto oscura, difficile da capire ed in continuo cambiamento. La Verità riesce sì ad essere sempre se stessa su tutti i differenti livelli di realtà, ma l’essere umano fatica a riconoscerla quando si riveste ogni volta con abiti differenti, ed ha quindi la tendenza a riconoscerla solo quando si presenta sempre con lo stesso vestito. Comprendiamo bene come le facili «verità» possano esercitare un fascino quasi irresistibile su una moltitudine di persone giovani o con un’attitudine estremista, su chi non ha ancora avuto occasione di istruirsi correttamente o chi non possiede l’equilibrio interiore necessario a riconoscere la Verità quando la incontra. Sì, la Gente della Casa vanta eccellenze straordinarie, ma pretendere che solamente una manciata tra loro siano stati i soli veri Compagni del Profeta significa offendere Dio, perché così si pretende di limitare la Sua capacità di manifestare la Sua Misericordia, al solo scopo di giustificare il fatto di non volerla o di non saperla vedere anche negli altri Compagni. Fanatismo, settarismo, estremismo, sono tutti figli di un’unica madre, l’ignoranza: ma alla fine “vincit omnia veritas”.
[3] Nell’elencazione che segue vengono evidenziati tre differenti gruppi di appartenenti alla Gente della Casa profetica. Certamente, per poter riconoscere i loro rispettivi gradi e le eccellenze ad essi connesse, è infatti di fondamentale importanza saper distinguere di volta in volta a quale o quali dei tre gruppi si fa riferimento. A questo scopo è come sempre indispensabile conoscere e fare costante e fedele riferimento alle spiegazioni dei versetti coranici e dei detti profetici che hanno per soggetto la Gente della Casa profetica, spiegazioni date dai Sapienti eredi (‘ulamâ’ wârithûn) della scienza muhammadiana appartenenti alla Gente della Sunna profetica e della maggioranza della Comunità (ahl al-sunna wa al- jamâ‘a). Dalla mancanza di questa capacità di comprensione e di equilibrio di una realtà composta da differenti livelli nascono l’alterazione del senso (tahrîf ma‘nâwî) dei versetti coranici e dei detti profetici (e in alcuni casi storicamente documentati purtroppo si tratta addirittura di alterazione testuale), appiattimento dottrinale al quale si trovano costretti gli sciiti. Per essi infatti la definizione di “ahl al-bayt” si limita a comprendere, accanto al Profeta – Allâl lo benedica e gli doni la Pace! –, Alî, Fâtima, al-Hasan e al-Husayn – Dio sia soddisfatto di tutti loro! – escludendo i gruppi II e III (precisiamo che nelle stesse fonti sciite non vi è accordo sul fatto che tutti gli Imâm discendano da ‘Alî e Fâtima). In questo modo essi divergono radicalmente dall’unanime e certa dottrina sunnita si condannano a non comprendere e
[4] Nel senso che non era legata al Profeta con vincolo matrimoniale. Alcuni sostengono che anche Rayhana bint Zayd al-Nadriya o Quraziya si trovasse nella stessa condizione, mentre altri sostengono fosse anch’essa una delle sue mogli. Cfr. Saifur Rahman al-Mubarakpuri, “Ar-Raheeq Al-Makhtum (The Sealed Nectar)”, Jamia Salafia – India, Translated by Issam Diab, Maktaba Dar-us-Salam Publishers and Distributors, Saudi Arabia-UK-USA-Pakistan, HYPERLINK "http://www.quraan.com/index.aspx?tabindex=4&tabid=11&bid=7&cid=9"
[5] Il Profeta apparteneva alla Tribù dei Quraysh, la più importante di Mecca, ed il Clan degli Hâshim era il più importante dei Quraysh. Il nome di questo Clan deriva dal nome del suo riconosciuto capostipite, `Amr ibn `Abd Manâf, detto Hâshim, discendente da Abramo tramite Ismaele. Hâshim è in effetti un soprannome che significa «Colui che frantuma», e deriva dal fatto che egli frantumava delle focacce nelle minestre che serviva ai pellegrini. Era lui infatti a provvedere loro l’acqua e il cibo quando si recavano alla Mecca per il pellegrinaggio preIslamico, ed è inoltre accreditato del fatto di avere scavato un certo numero di pozzi. Da lui discende il Profeta Muhammad: `Amr (detto Hâshim) ibn `Abd Manâf, padre di `Abd al-Muttâlib (e di altri che però non ebbero figli), padre di `Abbâs, Abû Tâlib, e `Abdullâh, quest’ultimo padre di Muhammad, l’Inviato di Dio – Dio lo benedica e gli doni la Pace! La dizione «hascimita» o «hascemita» (hâshimî) indica pertanto ogni discendente da Hâshim, che come abbiamo visto è il comune antenato di Muhammad, `Alî e al-`Abbâs.
[6] Questo verso è conosciuto con il nome di «verso della mubâhala», termine arabo che esprime un concetto equivalente alla nostra «ordalia», rito speciale di maledizione reciproca condizionata al superamento o meno di una prova. In esso si fa particolare riferimento all’episodio nel quale una delegazione di Cristiani venne sfidata da Dio attraverso il Profeta Muhammad: dopo essersi consultati tra loro, essi preferirono non raccoglierla.
[7] Dopo la dipartita del Profeta, la sua parte e quella dei suoi consanguinei vennero trasferite agli ultimi tre gruppi: gli orfani, i bisognosi e i viandanti. Le opinioni dei sapienti in merito alla precisa identità dei consanguinei eligibili a tale riguardo differiscono. Alcuni affermano trattarsi dei discendenti dei Bânû Hâshim, il Clan al quale apparteneva il Profeta, o dei discendenti di al-Muttâlib; altri sostengono che si tratti dell’intera Tribù dei Quraysh che abbracciarono l’islâm in massa dopo la conquista di Mecca; altri ancora ritengono si tratti di tutti coloro che non sono eligibili a ricevere l’elemosina legale (zakât) a causa dei loro legami di parentela con il Profeta. Cfr. defect LINK http://www.seveneightsix.com/surah8.htm"
[8] Il termine “sâbiqûn”, che rendiamo qui con «Quelli che hanno preceduto», è stato spiegato in diversi modi, senza che essi siano contrastanti, in quanto ognuno valido ad un differente ambito di riferimento: - nella fede Islamica monoteista; - nel compimento di opere pie; - come un’indicazione allusiva ai Profeti, ai primi musulmani od ai Ravvicinati (awliyâ’). Come si vede, può essere inteso dunque in chiave di precedenza ora temporale ora gerarchica.
[9] A differenza di quanto accade nel testo dell’articolo originale in lingua inglese riporto qui il versetto per intero poiché altrimenti, spezzandolo, temo di alterarne il senso.
[10] Termina qui la nostra citazione dal testo di Haddad. Editeremo separatamente la seconda parte dello scritto, la quale consiste nella traduzione del capitolo intitolato “Devozione alla sua famiglia, ai discendenti e alle mogli”, tratto dal “Al-shifâ’”, un testo di Qâdî `Iyâd interamente dedicato al Profeta – Dio lo benedica e gli doni la Pace!

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Chi sono gli “ahl al-bayt” (la «Gente della Casa») (parte 1 di 2) Traduzione e note a c. di `Abd al-Shakûr. © 2004 Abdul-Shakur. Tutti i diritti riservati. Riprodotto con i permessi espliciti dell’Autore del documento originale in lingua inglese e del traduttore in lingua italiana. Diritti di riproduzione della presente traduzione riservati.

Titolo e Indirizzo del documento originale in lingua inglese: A brother asked me about who exactly are the ahl al-bait... http://www.sunnah.org/msaec/articles/ahl_albayt.htm © 2001-2002 As-Sunnah Foundation of America. All rights reserved.

Titolo e indirizzo della prima versione in lingua italiana: “«L’AhlulBayt - La Famiglia del Profeta (s.w.s.)” http://www.arabia.it/italiano/islam/ahlulbayt.html © della Traduzione in Italiano di Arabia.it -

Questa traduzione è stata utilizzata come base per la nostra. Ne riproduciamo il testo apportando alcuni lievi ritocchi prevalentemente, ma non solo, relativi all’ortografia e alla traslitterazione, per conformità alla nostra linea editoriale generale.

Pubblicato da Living Islam su concessione del gruppo: Compagni del Profeta® http://groups.msn.com/CompagnidelProfeta

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Dio l’Altissimo ha detto: «Rispettate il patto, in verità del patto vi sarà chiesto conto» (wa awfû bi-l-‘ahdi inna-l-‘ahda kâna mas’ûla) (Cor. 17:34). L’Inviato di Dio ha detto: «I musulmani sono tenuti ad onorare i loro impegni», e «L’uso dei beni di un musulmano senza il suo permesso è proibito».

Il Profeta - Dio lo Benedica e gli doni la Pace – ha detto: «I figli di un tale non sono necessariamente miei parenti. Dio è il mio Patrono, ed i (pii) credenti» (innâ banî fulânin laysa lî bi-awliyâ’, innamâ waliyyî Allâh). [*]


Chi sono gli “ahl al-bayt” (la «Gente della Casa»): La devozione alla Famiglia del Profeta, ai suoi discendenti e alle sue mogli.

(parte 2 di 2)

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Quanto segue è tratto da “Al-shifâ’” di Qâdî `Iyâd, capitolo “Devozione alla sua famiglia, ai discendenti e alle mogli”. [1]

«Fanno parte del rispetto e della devozione per il Profeta la devozione alla sua Famiglia, ai suoi Discendenti e alle sue Mogli, le Madri dei credenti, così come egli esortò a fare e come fecero i pii antichi (salaf). Dio ha detto: “Il volere di Dio è solo di rimuovere da voi l’impurità, Gente della Casa, e di mondarvi con una scrupolosa pulizia” (Cor., 33:33). [2] Egli ha detto: “Le sue Mogli sono le loro Madri” (Cor., 33:6). Zayd ibn Arqam ha riferito che l’Inviato di Dio ha detto: “Io vi imploro per Dio! La Gente della mia Casa!”, per tre volte. Noi chiedemmo a Zayd chi costituisse la Gente della sua Casa, ed egli disse: “La Famiglia di `Alî, la Famiglia di Ja`far (figlio di Abû Tâlib) la Famiglia di `Uqayl (un altro figlio di Abû Tâlib) e la Famiglia di al-`Abbâs” (hadîth trasmesso da Muslim). [3] Il Profeta ha detto: «Vi sto lasciando qualcosa, se ne avrete cura vi impedirà di andare fuori strada: il Libro di Dio e la mia Famiglia, la Gente della mia Casa. Perciò badate a come mi seguite riguardo a loro». [4] Il Profeta ha detto: “Il riconoscimento della Famiglia di Muhammad costituisce libertà dal Fuoco. L’amore della Famiglia di Muhammad costituisce l’attraversamento del (sirât). [5] L’amicizia per la Famiglia di Muhammad costituisce la salvezza dal Fuoco”. [6] Uno degli “`ulama’ha detto: “`Riconoscimento’ in questo caso significa riconoscere il loro posto in rapporto al Profeta. Questo riconoscimento implica il riconoscimento dei diritti e del rispetto che sono loro dovuti per causa sua”. `Umar ibn Abî Salâma ha detto che “Il volere di Dio è solo di rimuovere da voi l’impurità, Gente della Casa, e di mondarvi con una scrupolosa pulizia” (Cor., 33:33) venne rivelato nella casa di Umm Salâma. Il Profeta convocò Fâtima, al-Hasan e al-Husayn e li cinse in un abito e `Alî era sotto di lui. Poi egli disse: `Oh Dio! Questa è la Gente della mia Casa, perciò rimuovi tutta l’impurità da loro e purificali completamente!’” (hadîth trasmesso da al-Tirmidhî). Sa’d ibn Abî Waqqâs ha detto che, quando venne rivelato il verso di mutua maledizione (condizionata) “E chiunque disputa con te a suo riguardo dopo che ti è giunta la conoscenza, dì: `Venite! Convochiamo i nostri figli e i vostri figli, e le nostre donne e le vostre donne, e noi stessi e voi stessi; preghiamo poi umilmente [il nostro Signore] e [solennemente] invochiamo la maledizione di Dio su coloro che mentono’” (Cor., 3:61), il Profeta chiamò `Alî, al-Hasan, al-Husayn e Fâtima e disse: “Oh Dio! Questa è la mia Famiglia” (hadîth trasmesso da Muslim). Il Profeta ha detto di `Alî: “Chiunque ha me come Maestro (mawlâ), [7] `Alî è suo Maestro (man kuntu mawlâhu fa-`Alî mawlâhu). Oh Dio, soccorri colui che lo soccorre e opponiti a colui che gli si oppone! (hadîth trasmesso da Ahmad Ibn Hanbal). Egli gli disse anche: “Solo un credente ti amerà e solo un ipocrita di odierà” (hadîth trasmesso da Muslim). Egli disse ad al-`Abbâs: “Per Colui che ha la mia anima nelle Sue mani, la fede non entrerà nel cuore di un uomo finché egli non amerà Dio e il Suo Inviato. Chiunque fa del male a mio zio ha fatto del male a me. Lo zio di un uomo è come suo padre” (hadîth trasmesso da al-Tirmidhi e Ibn Mâjah). Egli disse anche ad al-`Abbâs: “Nutri `Alî con i tuoi figli, zio mio”. Poi egli li riunì e li avvolse con la sua veste, dicendo: “Questo è mio zio e il gemello di mio padre e questa è la gente della mia Casa, perciò celateli dal Fuoco come io li sto celando”. L’architrave della porta e i muri della casa dissero: “Amen! Amen!” (hadîth trasmesso da al-Bayhâqî). Egli era solito prendere la mano di Usâma ibn Zayd e al-Hasan e dire "Amali, Oh Dio, perché io li amo." (hadîth trasmesso da al-Bukhârî) Abû Bakr ha detto: “Rispettate Muhammad rispettando la Gente della sua Casa”. Egli ha anche detto: “Per Colui che ha la mia anima nelle Sue mani, i congiunti dell’Inviato di Dio mi sono più cari dei miei propri parenti”. Questi due resoconti sono trasmessi da al-Bukhârî nel suo “Sahîh”. Il Profeta ha detto: “Dio ama quelli che amano Hasan” (hadîth trasmesso da al-Tirmidhî). Egli ha anche detto: “Chiunque ami questi due (al-Hasan e al-Husayn figli di `Alî ibn Abî Tâlib), il loro padre e la loro madre sarà con me nel Giorno della Resurrezione”. [8] Il Profeta ha detto: “Chiunque svilisce i Quraysh, Dio lo svilirà” (hadîth trasmesso da al-Tirmidhî). Il Profeta ha detto: “Dai preferenza ai Quraysh e non precederli” (hadîth trasmesso da al-Bazzâr). Egli ha detto a Umm Salâma: “Non offendere me offendendo `Â’isha” (hadîth trasmesso da al-Bukhârî). `Uqba ibn al-Hârith ha detto: “Ho visto Abû Bakr mettere al-Hasan sulle sue spalle dicendo: `Per mio padre, egli assomiglia al Profeta! Non assomiglia ad `Alî!’. `Alî rideva”. Si riferisce che `Abdullâh ibn Hasan ibn Husayn ha detto: “andai da `Umar ibn `Abd al-`Azîz mentre avevo bisogno di qualcosa ed egli disse: `Se hai bisogno, allora mandami a chiamare o scrivimi. Provo vergogna davanti ad Dio nel vederti alla mia porta’” (anche se egli era il Khalîfa, egli provava vergogna che qualcuno della Famiglia del Profeta gli chiedesse qualcosa in pubblico). Al-Shab`î ha detto: “Zayd ibn Thâbit pregò alla preghiera per il funerale di sua madre, poi avvicinò il suo mulo in modo da poterlo montare. Ibn `Abbâs venne e afferrò la staffa. Zayd disse: `Lascia andare, nipote dell’Inviato di Dio!’. Egli disse: `Questo è il modo in cui agiamo con gli uomini di conoscenza’. Poi Zayd baciò la mano di Ibn `Abbâs. Egli disse: `Questo è il modo in cui mi fu comandato di agire con la Gente della Casa del Profeta’” (sua madre era al-Nuwwâr bint Malik). Ibn `Umar ha visto Muhammad ibn Usâma ibn Zayd e ha detto: “Se egli fosse il mio schiavo!”. Gli fu detto: “Quello è Muhammad ibn Usâma”. Ibn `Umar chinò la testa, batté la terra con la mano e disse: “Se l’Inviato di Dio lo avesse visto l’avrebbe amato”. Al-Awzâ`î ha detto: “La figlia di Usâma ibn Zayd, il Compagno del Profeta, andò a trovare `Umar ibn `Abd al-`Azîz. Una sua mawlâ era con lei e le teneva la mano. `Umar si alzò per lei e le si avvicinò e mise la mano di lei nella sua e poi mise la mano sul suo abito. Poi camminò per un tratto con lei, la fece sedere al suo posto e poi sedette di fronte a lei. Egli non lasciò inesaudita alcuna delle sue richieste”. Quando `Umar ibn al-Khattâb destinò a suo figlio `Abd Allâh tremila e ad Usâma ibn Zayd tremila e cinquecento, `Abd Allâh disse a suo padre: “Perché a lui hai dato più che a me?. Per Dio, egli non arrivò alla battaglia davanti a me!”. Egli disse: “Perché Zayd era più caro all’Inviato di Dio di tuo padre, e Usâma gli era più caro di te, perciò ho preferito l’amore dell’Inviato di Dio al mio amore”. Mu’âwiya udì che Kabis ibn Rabî`a assomigliava all’Inviato di Dio. Quando egli venne da lui, si alzò dal suo sedile, gli andò incontro, lo baciò tra gli occhi e gli diede al-Mirghab (una porzione di terra di grande valore) come feudo, per via della sua somiglianza con l’Inviato di Dio. Viene riferito che quando Ja`far ibn Sulaymân (Governatore Abbaside, discendente di al-`Abbâs, di Medina per il Califfo Ja`far al-Mansûr) flagellò Mâlik ibn Anas che fu portato via svenuto, la gente andò da lui. Egli riprese coscienza e disse: “Vi rendo testimonianza che ho fatto della mia flagellazione un atto legittimo!”. In seguito gli fu chiesto riguardo a ciò e disse: “Ho paura di morire e di incontrare il Profeta con la vergogna che uno della sua Famiglia è entrato nel Fuoco a causa mia”.

Si dice che il Califfo al-Mansûr disse che avrebbe potuto fare una rappresaglia su Ja`far. Mâlik gli disse: “Cerco rifugio in Dio! Ogni volta che la frusta lasciava il mio corpo l’ho resa legittima a causa della sua parentela con l’Inviato di Dio”. Abû Bakr ibn `Ayyâsh ha detto: “Se Abû Bakr, `Umar e `Alî fossero venuti a me, avrei iniziato con ciò di cui `Alî aveva bisogno per primo. A causa della sua parentela con l’Inviato di Dio sarebbe meglio per me cadere dal cielo alla terra che preferirli a lui”. Qualcuno ha detto a Ibn `Abbâs: “La Tal dei Tali è morta”, riferendosi a una delle mogli del Profeta. Egli si prostrò e la gente gli chiese: “Ti prostri a quest’ora?”. Egli rispose: “Quale segno potrebbe essere più grande della dipartita di una delle mogli del Profeta?” (è questo un riferimento alla preghiera che viene recitata durante un’eclisse del sole o della luna). Abû Bakr e `Umar erano soliti visitare Umm Aymân, mawlâ del Profeta. Essi dissero: “L’Inviato di Dio era solito visitarla”. Quando Halîma al-Sa`diyya (balia del Profeta) venne dal Profeta, egli distese il suo mantello per lei e si prese cura delle sue necessità. Quando il Profeta morì, ella si recò da Abû Bakr e `Umar, ed essi si comportarono con lei allo stesso modo. [9]

Benedizioni e Pace sul Profeta, la sua Famiglia, le Mogli e i Figli, e i suoi Compagni. Che Dio ci conceda di amare Lui, il Suo Profeta, tutti i Compagni del Suo Profeta, così come di amare la Gente della Casa del Profeta, e possa Egli farci risorgere sotto il suo vessillo e farci entrare in Paradiso con i Pii: i Profeti, i Veridici, i Martiri e i Giusti. Quale eccellente compagnia! E la lode appartiene a Dio.

Note del traduttore


[1] Abbiamo già trattato del testo e del suo Autore nella biografia ad egli dedicata. Come edizione di riferimento e verifica in lingua inglese abbiamo utilizzato: Qadi `Iyad ibn Musa al-Yahsubi (translated by Aisha Abdarrahman Bewley), “Muhammad Messenger of Allah – Ash-Shifa of Qadi `Iyad”, Madinah Press, Granada, Spain, 1991, part two, chap. three, section 5, pp. 241-244. Si tratta evidentemente dello stesso testo al quale ha fatto riferimento l’Autore dell’articolo che qui abbiamo tradotto, non privo tuttavia di alcune omissioni (che segnaliamo in nota) probabilmente imputabili ad una cattiva scannerizzazione del testo al quale non hanno fatto seguito le necessarie operazioni di verifica e correzione. La presente traduzione è integrale.
[2] A differenza di quanto accade nel testo dell’articolo originale in lingua inglese qui, come lungo tutto il documento, riporto il versetto per intero perché altrimenti, spezzandolo, temo di alterarne il senso.
[3] Togliamo qui un refuso “tipografico” dal testo dell’articolo originale in lingua inglese (“The family of Ali by the People of his House, and he said”).
[4] Nella traduzione edita dalla Madinah Press talvolta compare in nota la segnalazione dei trasmettitori dei vari hadîth, talaltra invece tale segnalazione è assente; quando presente la riportiamo.
[5] Il termine “sirât” letteralmente significa «via, sentiero, cammino». Tuttavia si tratta qui del Ponte sospeso al di sopra dell’Inferno, più sottile d’un capello, più tagliente del filo d’una spada e cosparso di spine, sopra il quale, secondo l’escatologia Islamica, avvenuto il Giudizio, dovranno passare le creature. Al di sotto di esso è la Gehenna. Coloro che durante la vita avranno obbedito ai precetti divini od a cui Dio avrà perdonato le colpe, riusciranno a percorrerlo con la velocità de lampo – primi saranno Muhammad ed i suoi devoti seguaci – ed andranno in Paradiso. I peccatori cui Dio non avrà perdonato precipiteranno nelle fiamme infernali (cfr. Ghazâlî, trad. a c. di G. Celentano, “L’inizio della retta guida”, S.I.T.I., Trieste, 1989, p. 28).
[6] Questa brano è assente nella versione originale del testo in lingua inglese che qui traduciamo, mentre è presente nell’edizione inglese del testo di Qâdî `Iyâd a cura della Bewley, a p. 241. Il salto logico tra i brani che immediatamente precedono e seguono il testo è altrimenti evidente.
[7] Come osserva Mouhammad Patel: «Il termine “mawlâ” possiede differenti accezioni. Nel suo senso assoluto esso designa Dio, il nostro Signore e Maestro
[e Protettore] per eccellenza, e questo in modo esclusivo. Ma in alcune delle sue altre accezioni questo termine può essere propriamente impiegato per degli esseri differenti da Dio». Intendiamo dedicare uno specifico studio a questo importantissimo termine, “in shâ’ Allâh”.
[8] Questo detto è troncato nella versione originale del testo in lingua inglese che qui traduciamo, mentre è presente nell’edizione inglese del testo di Qâdî `Iyâd edita dalla Madinah Press a p. 242.
[9] Termina qui la lunga citazione tratta da “Al-shifâ’” di Qâdî `Iyâd.

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Chi sono gli “ahl al-bayt” (la «Gente della Casa») (parte 2 di 2) Traduzione e note a c. di `Abd al-Shakûr. © 2004 Abdul-Shakur. Tutti i diritti riservati. Riprodotto con i permessi espliciti dell’Autore del documento originale in lingua inglese e del traduttore in lingua italiana. Diritti di riproduzione della presente traduzione riservati.

Titolo e Indirizzo del documento originale in lingua inglese: A brother asked me about who exactly are the ahl al-bait... http://www.sunnah.org/msaec/articles/ahl_albayt.htm © 2001-2002 As-Sunnah Foundation of America. All rights reserved.

Titolo e indirizzo della prima versione in lingua italiana: “«L’AhlulBayt - La Famiglia del Profeta (s.w.s.)” http://www.arabia.it/italiano/islam/ahlulbayt.html © della Traduzione in Italiano di Arabia.it - HYPERLINK "mailto:arabia@arabia.it" arabia@arabia.it Questa traduzione è stata utilizzata come base per la nostra. Ne riproduciamo il testo apportando alcuni lievi ritocchi prevalentemente, ma non solo, relativi all’ortografia e alla traslitterazione, per conformità alla nostra linea editoriale generale.

Pubblicato da Living Islam su concessione del gruppo: Compagni del Profeta® http://groups.msn.com/CompagnidelProfeta

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Chiunque può accedere liberamente a questo documento, a condizione di impegnarsi a farlo solamente dopo avere preso conoscenza ed accettato i contenuti del documento “Diritti d’Autore”: http://groups.msn.com/CompagnidelProfeta/dirittidautore1.msnw

Dio l’Altissimo ha detto: «Rispettate il patto, in verità del patto vi sarà chiesto conto» (wa awfû bi-l-‘ahdi inna-l-‘ahda kâna mas’ûla) (Cor. 17:34). L’Inviato di Dio ha detto: «I musulmani sono tenuti ad onorare i loro impegni», e «L’uso dei beni di un musulmano senza il suo permesso è proibito».


 





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