di G.F. Haddad →
fiqhi/fiqha_e44.html
In merito al titolo di questo thread, [1] diciamo subito chiaramente che non ci sono rafiditi nelle raccolte di hadîth dei Maestri sunniti.
Sono tentato da questo messaggio. Questa è una risposta ad alcune opinioni in merito al punto di vista di alcune autorità sunnite sugli sciiti
Sarebbe stato meglio se
tu avessi resistito alla tentazione. Parlare della trasmissione del
hadîth non è
un punto di forza degli sciiti, e favorisce alcuni giudizi erronei o dei malintesi che poi devono essere rimessi in ordine.
Il lettore noterà
che il termine rafidita ricorra spesso, anche nelle biografie che seguiranno. I sapienti sunniti definiscono rafidita
quello sciita che critica apertamente oppure rifiuta la legittimità dei
Califfi che hanno preceduto Alî su di lui la Pace divina!
Si tratta cioè di una persona che
scredita e viola il Consenso dei Compagni del Profeta. È utile a questo punto
sfortunatamente ricordare ai lettori la pena di cui si sono fatti carico i pii predecessori sunniti (salaf) per definire, con la coscienza pulita, [2] lo status degli sciiti rafiditi. Perché in verità, come ha detto Umar, non si può
imbrogliare un credente:
Rafidita = Colui che insulta Abû Bakr e Umar, secondo lImâm Ahmad. [3]
Rafidita = Chiunque
manca di rispetto per
i Due Shaykh [Abû Bakr e Umar], anche se accetta la legittimità del loro Imamato, secondo lImâm Dhahabî. [4]
Rafidita estremista = Coloro che non solo insultano
i Due Shaykh [Abû Bakr e Umar] Dio si compiaccia di loro! ma inoltre non riconoscono la legittimità del loro Imamato, secondo lImâm Dhahabî. [5]
Tabarî considerava i rafiditi miscredenti (
kâfir), [6] e lImâm Shâfiî proibì
di pregare dietro di loro. [7]
Secondo alcuni hanafiti, insultare
i Due Shaykh [Abû Bakr e Umar]
costituisce miscredenza (
kufr). [8]
MA laffermazione secondo cui Abû Hanîfa dichiarò
kâfir gli sciiti è falsa
[testo evidenziato nelloriginale, n.d.c.].
Maledire i Compagni del Profeta è un qualcosa che secondo la
grande maggioranza
richiede di essere punito con pene corporali, mentre secondo alcuni malikiti e hanafiti il
colpevole devessere giustiziato. [5]
Insultare i Compagni del Profeta è
«una delle più gravi indecenze» (al-fawâhish al-muharramât), secondo lImâm Nawawî. [9]
I rafiditi non hanno nulla a che
fare con gli sciiti moderati che appartenevano al novero dei pii
predecessori; [10]
«Preferire Alî ad Uthmân non costituisce
un atto di rifiuto (rafd) né costituisce una innovazione eretica (
bida), poiché anche molti Compagni del Profeta e Successori dei Compagni fecero questa preferenza». [11]
Abbâd b. Yaqûb al-Rawajinî (mm. 250 AH). [
Ha trasmesso in:]
Sahîh Bukhârî [kitâb al-tawhîd]; Sahîh Tirmidhî [kitâb al-manâqib]; Sunan Ibn Mâjah [kitâb mâ jaa fî al-janâiz]. Sotto questo nome, Ibn Hajar al-Asqalânî ha scritto nel Taqrîb al-Tahdhîb:
«
Egli fu un rafidita degno di fiducia ed i suoi hadîth [trasmessi da lui, n.d.c.] sono presenti nel Sahîh Bukhârî».
Il termine utilizzato da Ibn Hajar è
sadûq.
Non tradurrei sadûq con «degno di fiducia», che traduce invece [il termine] thiqa (il quale corrisponde ad un grado più elevato di
sadûq), bensì traducibile come veritiero o affidabile, come lei stesso cita in seguito.
Abû Hâtim disse: «Egli fu uno Shaykh, affidabile». Ibn Adî disse: «Egli era solito denunciare i Salaf. In lui vera dellestremismo sciita». Sâlih b. Muhammad disse: «Egli era solito denunciare Uthmân. Lho sentito dire: Dio è troppo giusto per ammettere Talha e Zubayr in Paradiso dopo che essi prestarono alleanza ad Alî e poi lo combatterono». Ibn Hibbân disse: «Era un rafidita che invitava (gli altri al suo credo)». Egli trasmise questo hadîth
: «Se vedete Muâwiya sul mio pulpito, uccidetelo!» (Ibn Hajar al-Asqalanî, Tahdhîb al-Tahdhîb
, sotto [il nome]
Abbâd b. Yaqûb al-Rawajinî).
Avresti anche dovuto citare
anche il passo di Ibn Hajar secondo il quale Abbâd era solito dire in pubblico: «Alî scavò i mari del mondo e Husayn li fece
scorrere»! Ibn Hajar ha anche trasmesso da Khatîb che Ibn Khuzayma smise di riportare tradizioni trasmesse da Abbâd. E dovresti sapere che Ibn Khuzayma, come Sufyân al-Thawrî, preferiva Alî ad Uthmân (cfr.
Lisân al-mîzân, 1:78), pertanto la
ragione per la quale smise di trasmettere da lui non fu laccettabile, moderato sciismo consistente nel preferire Alî ad Uthmân, ma linaccettabile rafidismo consistente nellattaccare Abû Bakr e Umar.
Per quanto riguarda le citazioni di Alî Zahrâ e di altri
autori sciiti in merito alla questione di Abbâd ibn Yaqûb tratte dal
Tahdhîb al-Tahdhîb, 5:95, le frasi:
1) «Hanno trasmesso da lui Bukhârî, Tirmidhî...»;
2) «Ibn Adî disse: «Era solito denunciare i
salaf»;
3) «Ibn Hibbân disse: Era un rafidita che invitava gli altri (al suo credo)».
Queste traduzioni, mi spiace dirlo, portano il marchio della solita mano leggera sciita.
Poiché in realtà loriginale afferma:
1) «Hanno trasmesso da lui: Bukhârî
un solo hadîth, accompagnato ad un
altra linea di trasmissione Tirmidhî...» eccetera
[il grassetto è nostro, n.d.c.]. La risposta agli sciiti si trova in
queste aggiunte che essi
come al solito omettono di citare.
Per di più, quello trasmesso da Bukhârî è un hadîth non ha niente a che fare
con la sua [del trasmettitore, Abbâd b. Yaqûb al-Rawajinî
] visione politica o con il fatto di essere un rafidita,
così come avviene per il resto delle sue trasmissioni [presenti] nelle altre raccolte di Autori sunniti.
2) «Ibn Adî disse: Era solito
insultare (
yashtum) i
salaf»
[il grassetto è nostro, n.d.c.].
Suppongo che denunciare
risuoni più nobile
, mentre insultare suona ignominioso, ma il termine arabo
yashtum difficilmente può essere tradotto diversamente da insultare o maledire. Ed i
salaf qui citati includono Abû Bakr e Umar, e pertanto ciò soddisfa
le succitate definizioni dei rafiditi.
3) «Ibn Hibbân disse: Era un rafidita che invitava gli altri
[ad aderire] al suo credo e che
trasmetteva tradizioni sconfessate da persone molto autorevoli, pertanto egli merita di essere abbandonato [come trasmettitore]»
[il grassetto è nostro, n.d.c.].
Abd al-Mâlik b. Ayân al-Kufî Sahîh Bukhârî [kitâb al-tawhîd] Sahîh Muslim [kitâb al-îmân] Sahîh Tirmidhî [kitâb tafsîr al-Qurân] Sunan al-Nasâî [kitâb al-îmân wa al-nudhûr] Sunan Abû Dawûd [kitâb al-buyû] Sunan Ibn Mâjah [kitâb al-zakâh].
Sommate tra di loro, la totalità delle tradizioni da lui trasmesse è di tre
hadîth trasmessi attraverso sei linee di trasmissione;
ed in Bukhârî e Muslim egli è presente solo in
linee di trasmissione corroborative,
non come a sè stante!
Infine, nessuna di queste tradizioni
profetiche riguarda aspetti dottrinali
[testo evidenziato nelloriginale, n.d.c.].
Era uno sciita, uno [della gente] dellopinione (Abû Jafar al-Uqaylî, Duafa al-Uqaylî, sotto Abd al-Mâlik b. Ayân). Era un rafidita, affidabile (sadûq)
. [Al-Mizzî, Tahdhîb al-kamâl
, sotto Abd al-Mâlik b. Ayân] Al-Ijlî disse: «Era un Successore dei Compagni (tâbiun)
di Kufa, affidabile». Sufyân disse: «Abd al-Mâlik b. Ayân lo sciita ci ha trasmesso [alcune tradizioni], nella nostra opinione era un rafidita, un uomo dopinione». Hamîd disse: «Quei tre fratelli, Abd al-Mâlik, Zurâra e Hamrân erano tutti rafiditi». Abû Hâtim disse: «Egli fu uno dei primi ad abbracciare lo sciismo, era veridico, aveva buone tradizioni, ed esse sono state scritte» [Ibn Hajar al-Asqalânî, Tahdhîb al-tahdhîb
, sotto Abd al-Mâlik b. Ayân].
È
bizzarro che
nel primo caso
lei citi il
Taqrîb di Ibn Hajar, ma non
nel secondo. Questo perché
il
Taqrîb
riporta lopinione definitiva di Ibn Hajar e, in questo caso, essa non
fa al caso tuo. La posizione definitiva di Ibn Hajar su Abd al-Mâlik ibn Ayân
è che egli
è uno sciita veritiero (
sadûq shîî) (
cfr.
Taqrîb, 1:362 #4164), uno sciita
affidabile, molto probabilmente debole (
da
îf, cfr.
Tahrîr taqrîb al-tahdhîb, 2:379 #4164), ma
non un rafidita
[testo evidenziato nelloriginale, n.d.c.].
Dunque lopinione più accurata tra quelle citate da Ibn Hajar nel
Tahdhîb, e quella che poi
egli ha ribadito nel
Taqrîb è quella di
Abû Hâtim al-Râzî, tranne per il fatto che essa è stata tipicamente mal tradotta in modo da allettare le illusioni degli sciiti.
La traduzione corretta non è «Egli fu uno dei primi ad abbracciare lo sciismo, era veridico, aveva buone tradizioni, ed esse sono state scritte», ma «Egli fu uno dei primi sciiti [quindi uno sciita moderato], può essere considerato affidabile
[come trasmettitore] [
mahalluhu al-sidq, un grado inferiore a
sadûq], è accettabile nelle sue tradizioni [
sâlih al-hadîth], e i suoi
hadîth sono stati scritti».
Nella terminologia degli studiosi del
hadîth, lespressione «i suoi
hadîth sono stati scritti» significa che [le sue trasmissioni] non devono essere rifiutate, ma
ritenute come corroborative di altre linee [di trasmissione], e non come
trasmissioni indipendenti.
Abd al-Razzâq al-Sanânî (m. 211 AH)
Questo Maestro, dal quale ha trasmesso Bukhârî, è unaltro esempio di sciita moderato,
non di rafidita
[testo evidenziato nelloriginale, n.d.c.]. Tra laltro, viene trasmesso che quando costui espresse il suo desiderio di lasciare Sana, gli abitanti della città furono molto scontenti, perché in questo modo avrebbero perso un grande sapiente. Riunitisi in consiglio sul da farsi, uno di loro propose: «Incatenatelo». E
così essi lo ammogliarono con una donna bellissima.
confido che ciò conduca a delle risposte.
Avrebbe dovuto includere nellelenco anche lImâm al-Nasâî e lImâm al-Hâkim, anchessi accusati di essere degli sciiti (moderati).
Di fatto lImâm al-Nasâî che Dio abbia misericordia di lui! morì linciato per mano di alcuni nasibiti (coloro che odiano Alî).
La regola dei Maestri del hadîth era quella che le tradizioni riportate dagli innovatori - compresi i rafiditi, quando essi non cadano nella miscredenza - sono accettate ad una condizione:
che le loro tradizioni non abbiano nulla a che fare con la propaganda della loro innovazione [testo evidenziato nelloriginale, n.d.c.].
Ci possono essere altre motivazioni per le quali essi
vengono accettati. Ad esempio,
le tradizioni dei kharijiti vennero accettate in quanto, secondo gli stessi kharijiti, il mentire implica miscredenza (
kufr). I sapienti nella scienza del
hadîth hanno tenuto conto di questo, e hanno concluso che è altamente improbabile
o quasi impossibile che un trasmettitore kharijita possa mentire [12]. Se poi questo trasmettitore è anche accurato (
dabt), allora questo lo rende un trasmettitore degno di fiducia (
thiqa) per quanto riguarda quella
o quella specifica tradizione.
Come regola, non ci sono rafiditi fra i trasmettitori [presenti] nelle collezioni sunnite di hadîth accettate dai sunniti, eccetto che allinterno dei ristretti parametri visti nel caso particolare di Rawajinî da lei citato [testo evidenziato nelloriginale, n.d.c.].
Quanto allesempio di Abd al-Mâlik b. Ayân al-Kufî, esso sostiene lopposto di quanto da lei preteso.
Vivendo si impara.
[omissis]
Note dei curatori
N.B. Le note da 3 a 11 sono tratte dallo studio di G.F. Haddad, È vero che 100 trasmettitori sciiti di ahâdîth sono considerati affidabili dai sunniti?. Le abbiamo riprese qui in modo da mettere comodamente a disposizione le fonti di quanto riportato anche a chi non avesse già letto quello studio.
[1] Il presente studio in origine era un messaggio pubblicato in un newsgroup. Haddad conduce la sua confutazione riprendendo punto per punto le affermazione presenti nella risposta del suo interlocutore, del quale rispetta lanonimato sostituendo il nome utente (nick) con NN.
[2] Nel senso che non si tratta di un giudizio frutto della faziosità e della passione, ma di rilievi dottrinali oggettivi basati su precise prove testuali.
[3] Khallâl, Al-sunna, 3:493.
[4] Cfr. Dhahabî, Siyar alâm al-nubalâ, nel capitolo dedicato ad Alî [ibn Abî Tâlib].
[5] Vedi nota [4].
[6] In una delle lezioni che teneva ai suoi studenti, Tabarî [che nel suo tempo fu a capo di una scuola dottrinale (madhhab)], chiese: «Qual è la condizione di chi afferma: Abû Bakr e `Umar non sono due Imâm Benguidati?». Ibn al-Alam rispose: «È un innovatore». Tabarî disse: «Un innovatore? Solamente un innovatore? Una tale persona è da mettere a morte! Chiunque sostiene che Abû Bakr e `Umar non sono due Imâm Benguidati è certamente da condannare a morte!». Riportato in Ibn Hajar, Lisân al-mîzân, 5:101. Cfr. G.F. Haddad, Are the Shia (Rafidis) unbelievers?, http://www.livingislam.org/fiqhi/fiqha_e15.html,
e G.F. Haddad, Al-Tabari,
http://groups.google.it/group/soc.religion.islam/msg/6804b789982ce438?hl=it
[3] Buwaytî chiese: «Dovrei pregare dietro un rafidita?» Shâfiî disse: «Non pregate dietro i rafiditi, né dietro i qadariti, né dietro i murjiiti». Buwaytî disse: «Dacci la loro definizione». Egli rispose: «Chiunque afferma il credo consiste solo nella parola è un murjiita; chiunque afferma Abû Bakr e Umar non sono Imâm è un rafidita, e chiunque attribuisce il destino a se stesso è un qadarita». G.F. Haddad, The Rightly-Guided Caliphs & The Four Imams, Damascus, ASFA, 1998, http://sunnah.org/publication/khulafa_rashideen/cover_guided_caliph.htm
[7] Alî al-Qârî ha detto nel Sharh al-shifâ, 2:92.
[8] «Nawawî ha detto che maledire i Compagni del Profeta è uno degli atti più depravati che si possano compiere (min akbar al-fawâhish), mentre Qâdî Iyâd lo considera uno dei peccati maggiori (kabâir)».
[9] Nawawî, Sharh Sahîh Muslim. Cfr. Alî al-Qârî ha detto nel Sharh al-shifâ, 2:92.
[10] «Questi ultimi sono
coloro che
AMAVANO Alî più di
ogni altro Compagno del Profeta, ma allo stesso tempo
ACCETTAVANO Abû Bakr e Umar come guide
davanti a tutti gli altri Compagni»
[testo evidenziato nelloriginale, n.d.c.].
Cfr. G.F. Haddad, [Are] 100 Shiite Narrators of Hadeeth Relied Upon By The Sunnite?, http://www.livingislam.org/fiqhi/fiqha_e14.html
[11] Così Dhahabî, Siyar alâm al-nubalâ, nel capitolo dedicato ad Alî [ibn Abî Tâlib]. Cfr. Haytamî, Fatâwâ hadîthiyya, p. 155, e le opere di Ibn Hazm Al-fisâl e Al-muhallâ, come citate ne Al-burhân di Ghumârî, pp. 85-88. Questo dimostra la debolezza della trasmissione attribuita allImâm Ahmad ne Al-sunna di Khallâl, 2:392, dove si afferma: «Non vè disaccordo fra i Compagni del Profeta sul fatto che Uthmân sia migliore di Alî».
[12] Fra i trasmettitori di tradizioni del
Sahîh Bukhârî cè, ad esempio, il kharijita Imrân ibn al-Fattâh.
*
G.F. Haddad, Ci sono trasmettitori rafiditi nei testi sunniti? No.. Traduzione e note a c. di `Abd al-Malik e `Abd al-Shakûr. © 2005 Abdul-Shakur. Tutti i diritti riservati. Riprodotto con il permesso esplicito dellAutore del documento originale.
Autore, titolo e indirizzo web del documento originale: G.F. Haddad,
[Are there] rafidah narrators in the ahlal sunna texts ? http://www.livingislam.org/fiqhi/fiqha_e44.html
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Dio lAltissimo ha detto: «Rispettate il patto, in verità del patto vi sarà chiesto conto» (
wa awfû bi-l-ahdi inna-l-ahda kâna masûla) (Cor. 17:34). LInviato di Dio ha detto: «I musulmani sono tenuti ad onorare i loro impegni», e «Luso dei beni di un musulmano senza il suo permesso è proibito».

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