IL MONDO DEL CORANO
UN VIAGGIO IN MAROCCO
di Jibril F. Haddad


« Zâwiya Shaykh Sidi Ibrahim Bassir » Tarîqa Shâdhiliyya-Darqâwiyya
Bani ’Ayat - Marocco

Traduzione di Abd al-Malik e Umar stampa e note di Umar, [Aprile 2005]


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Shaykh Sidi Muhammad al-Mustafà Bassir

Tarîqa Shâdhiliyya-Darqâwiyya

IL MONDO DEL CORANO UN VIAGGIO IN MAROCCO

[ versione abbreviata ] da GF Haddad
25 Muharram 1421; il 29 aprile 2000

Bismi-Llâhi ar-Rahmâni ar-Rahîm
[In Nome di Allàh il Misericordioso il Clementissimo]

Al-Hamdu Lillâhi wa as-Salatu wa as-Salamu ‘ala Rasulillâhi wa Alihi wa Sahbihi wa Man Walahu.
[La lode spetta ad Allàh e le Benedizioni e la Pace siano sul Suo Profeta e sulla sua Famiglia e sui suoi Compagni]

As-Salamu ‘alaykum wa Rahmatullahi wa Barakatuhu
[Che la Pace la Misericordia e la Benedizione di Allàh siano di voi]

Questo è il racconto del mio soggiorno di trenta giorni fatto durante il periodo di «Aid Al-Adha » del 1421 E. (2000), nella Zàwiya di Sidi Ibrahim Bassir a Bani ‘Aiyat in Marocco, con mia moglie e i miei bambini. Scritto per richiesta di un caro amico e nella speranza di informare i nostri fratelli su alcuni aspetti della bellezza di questa Religione e della Comunità benedetta dell’Islam.

Il viaggio aereo da Damasco a Dar Al-Bayda (Casablanca) via Malta è durato circa dieci ore, compresa l’attesa prima e dopo i voli, con l’aggiunta poi di altre tre ore d’automobile su una strada in pianura, per raggiungere la Zàwiya che si trova a sud di Dar Al-Bayda (Casablanca), verso il centro del Marocco, vicino alla città di Bani Mellal nel distretto (Iqlim) di Azilal.

Nell’ultimo tratto del viaggio abbiamo percorso una strada polverosa (non asfaltata) parallela alle montagne centrali dell’Atlante. Finalmente abbiamo visto da lontano la Zâwiya, assomigliante ad un forte costruito ai piedi della montagna. Siamo giunti poco dopo il Maghrib [il tramonto].

Non appena siamo usciti dall’automobile la prima cosa che ho udito è stata la recitazione collettiva del Corano, diffusa dagli altoparlanti della Moschea, da parte degli studenti (huffaz) della Scuola Coranica nello stile Maghrebino, senza salmodie (tajwid), solenne, energico, toccante. Un piccolo gruppo di persone si è raccolto attorno a noi e, non appena ho volto il mio sguardo, ho visto lo Shaykh della Zâwiya che scendeva il cammino pavimentato di accesso alla Moschea contornato da muri imbiancati a calce.
Mi veniva incontro Sidi Mustafà Bassir, circa 60 anni [di età], sorridente, col suo bastone per sostenere la gamba destra, circondato dai Fuqarà (murîdûn) della Tarîqa Shâdhîliyya-Darqâwiyya che egli dirige nella regione meridionale del Marocco. E tutti cantavano insieme un inno di benvenuto che dovevo sentire ancora molte volte:

As-salamu ‘alaykum ya man jaàna bi-Llâhi!
Taqbalu man jaàkum zarakum li-Llâhi !
Ya marhaban bikum ya man jaàna li-Llâhi!
Mawlana iukafikum, wa al-maqsud Huwa Allâh !

Salute a voi che venite a noi per Allàh !
Accetta chi viene a visitarvi per Allàh!
Benvenuti a voi che venite a noi per Allàh!
Il nostro Patrono vi ricompensi!
Il nostro scopo è Egli Allàh !

Nel trasmettere il saluto dello Shaykh Nazim ho baciato la mano dello Shaykh (Mustafà Bassir) con una certa emozione mentre lui baciava la mia abbracciandomi [e dicendomi] – MARHABAN! LA BA’S ? MARHABAN ! (Benvenuto! Come stai ? Benvenuto !)
Due grandi ciotole si sono materializzate di fronte a me – datteri e latte - . Ho preso tre datteri e ho bevuto un sorso di latte e, mentre la notte si riempiva delle recitazioni (tartil) del Corano e del saluto de nostri ospitanti, un pensiero mi è corso alla mente:

«sei entrato nel mondo dei Mussulmani delle prime generazioni».

Dopo aver pregato, ho raggiunto lo Shaykh nella sala principale della Zâwiya dove i Fuqarà, che riempivano la grande sala da parete a parete, mi hanno offerto i loro caldi sorrisi ed i loro abbracci di benvenuto. Non appena mi sono seduto alla destra dello Shaykh mi è stato offerto il thè verde alla menta a più riprese, una consuetudine che non si è mai fermata durante i trenta giorni del mio soggiorno. Lo Shaykh allora pronunciò queste parole:
questa è una festa (Aid) tre volte per noi. Poi recitò questi versi :

- L’arrivo dell’amato,
- il giorno di Jumu’a (Venerdi)
- e l’ Aid (Aid Al-Adha )
Queste sono per noi, per grazia di Allàh, tre Aid (tre feste).

Settanta o cento voci cominciarono a cantare i Poemi rituali (Qasa’id) degli Awliyâ Andalusi – Ibn al Farid, Abu Madyan al Ghawth, Sidi Muhyi ad-Din Ibn ‘Arabi – in lode del Maestro della Creazione – Sayydina Muhammad –MHMD, congiuntamente con un invocazione che divenne un emblema del nostro soggiorno in Marocco.

Allàh, Allàh ! bi Fadlika kun li !
( Allàh, Allàh! Trattami con il Tuo grande favore !)

Nella benedizione di questi primi momenti ho colto, unitamente con l’ammirazione e lo stupore per la bellezza di questa Religione e dei suoi tesori, lo slancio dei cuori verso l’amore e la fratellanza, la semplice, vasta e sincera ospitalità, la pura sorgente spirituale della Tarìqa.

Abbiamo fatto la preghiera dell’Ishâ [della sera] sui ruvidi tappeti della Moschea dalle grandi pareti bianche, poi siamo ritornati nella grande sala dove, dopo la cena servita in nostro onore, abbiamo cominciato un Dhikr di lode e di ringraziamento ad Allàh per la Benedizione dell’Islam e l’Onore dell’Iman (Fede). Ci siamo poi alzati o piuttosto ci ha alzati il Dhikr, con la vigorosa invocazione - ALLÀH!/HAYY! ALLÀH!/HAYY!- [Allàh il Vivificatore, che da la Vita] spalla contro spalla, mano nella mano, mentre le parole dell’inno ci insegnavano l’ineffabilità del Tawhid.

I giorni seguenti non sono stati molto differenti, malgrado che ogni giorno ci ha portato nuove manifestazioni di ospitalità e generosità. Nessun giorno è passato senza che Sidi Mustafà sacrificasse un montone o una pecora per noi o per altri visitatori della Zàwiya. Con il tradizionale couscous [piatto di semolino con carne e verdure) abbiamo bevuto lo yogurt ottenuto dal latte delle due mucche della Zâwiya, così puro che si vedevano delle tracce di burro. Il nostro pane giornaliero integrale di grano e avena era anch’esso fatto e sfornato nella Zâwiya . Quanto all’acqua essa arriva alla Zâwiya da una vicina sorgente montana, ash-shukru li-Llàhi ! [grazie ad Allàh].

Ho preso parte al lavoro quotidiano degli studenti del Corano e dei Foqarà della Zàwiya, in particolare nella recitazione, due volte al giorno, di un Hizb del Corano, una volta dopo la Salat al Fajr [dell’Alba] e una volta dopo la Salat al-Maghrib [del tramonto], per un totale di un Juz al giorno. Seguite rispettivamente [alla salat Fajr] dalla recitazione di una parte della Qasîda al-Hamziyya dell’Imam Busîri, e [alla salat Maghrib] da una parte della Qasîda al-Burda [sempre dell’Imam Busîri), tutte recitate a memoria eccetto da questo servitore.
In addizione un altro Khatma o completa recitazione del Corano è svolta individualmente - un Juz ciascuno- ogni venerdì (Jumu’a) del mese, portando così a cinque (1+4 venerdi) il numero minimo di recitazioni dell’intero Corano (Khatmas) alla Zàwiya.

La Hamziyya (poema che ha la hamza nel suo schema di rima) è un poema più lungo e difficile della Burda, ma come questa e di una grandiosa bellezza. Essa comincia con queste parole indirizzate al Profeta Mohammed – che Allàh saluti e benedica lui e la Sua Famiglia - :

kayfa tarqâ ruqyaka al- anbiya’u
yâ samâ’a mâ tâwalathâ samâ’u

che significa:
Come possono i Profeti giungere al tuo livello o al tuo cielo
che nessun cielo può raggiungere ?

La Hamziyya è un tesoro di conoscenze nel quale sono contenuti gi insegnamenti basilari del credo Islamico, la Sira, gli Attributi Profetici…La piena conoscenza dei meriti di al-Mustafà (benedizioni e pace su di lui) la conosce solo Allàh (Gloria a Lui l’Altissimo), ma la sua ricerca fa parte dei tesori di questa Religione, e accorda al credente uno dei gradi più elevati di fede, nonché il successo in questa vita e in quella futura.

Fra gli autorevoli commentari della Hamziyya sono da annoverarsi al-Jamal al-Futuhat al-Ahmadiyya bi al-Minah al-Muhammadiyya dello Shaykh Sulayman, pubblicato al Cairo insieme al commentario di al-Sawi in margine a al-Matba’a al-Maymuniyya (1306/1889). Un altro commentario è quello dell’Imam al-Haytami, recentemente ristampato in tre volumi da Dar al-Sanabil.

Alla recitazione mattutina del Corano – per i Fuqarâ e i non studenti come me– seguiva l’esecuzione di un forte dhikr collettivo, fino al levar del sole, costituito dalle seguenti ripetizioni :
- Hasbuna Allàhu wa ni’mal wa-Wakil
- Là ilàha illà Allàh
- Allàh
- Allàhumma salli ‘alà Saiyydina Muhammadin wa ‘alà alihi wa sallim.
Durante le recitazioni di questo dhikr gli studenti si ritiravano per lo svolgimento dei loro esercizi di memorizzazione [del Corano].

La recitazione serale di un Hizb del Corano era seguita [dopo la salat ‘ishà] dal Wird «al-Latif» o la “devozione chiamata al-Latif “, una supplica collettiva ad alta voce veramente commovente, che viene recitata dopo che l’assemblea [seduta in cerchio] ha silenziosamente recitato per un certo numero di volte l’invocazione [del nome Divino] «Ya Latif». Il testo di questo Wird al-Latif è dello Shaykh al-Islam Ibn Hajar al-Haytami, come Imam al-Suyuti, uno degli ultimi Shafi’i fuqaha appartenente alla Tarìqa Shadhiliyya.
Il wird comincia con le parole :
Ala Ya Latifun Ya Latifun laka al- Lutfu
fa Anta al-Latifu minka yashmaluna al-Lutfu

che significa:
Oh Gentile, Oh Gentile a Te appartiene la Gentilezza
poiché Tu sei il Gentile, includici nella tua Gentilezza

E contiene questa frase notevole:
Wa ha nahnu dakhalna bi -wasfi al-Lutfu
E ora siamo entrati nell’attributo della Gentilezza Divina.

Queste sedute [rituali] durante la mattina e la recitazione degli Awrâd (plur. di wird) della sera, [e coloro che vi partecipavano] erano per me il segno evidente dell’Ordine Divino di donare al Profeta – salla Allàhu ‘ alayhi wa sallam- e all’elite degli Amici (Awliyâ) d’Allàh illimitati benefici spirituali «Rimani con coloro che invocano il loro Signore al mattino e alla sera desiderando il Suo Volto (compiacimento), e che i tuoi occhi non si allontanino da loro, nella ricerca delle attrazioni di questo mondo (dunya)» [Cor. 18.28].

Quando facemmo visita alla Zàwiya erano presenti molte famiglie a cui erano riservate adeguate zone di accoglienza, così come spazi sicuri per i bambini piccoli e grandi dove potevano giocare. Vi era stata nel passato anche un’Insegnante (femmina) del Corano, attualmente assente poiché non richiesta. Lo Shaykh disse che tale insegnamento poteva essere ripreso in ogni momento se richiesto.

Fui colpito dalla diligenza degli studenti del Corano, dal loro zelo per l’astensione dal riposo e dalla loro vita semplice. Ci coricavamo verso le undici di sera sentendo le loro voci che uscivano dalla Moschea occupate nella recitazione del Corano e ci alzavamo prima della preghiera del fajr (prima dell’alba) udendo ancora i loro esercizi. Molti di loro o quasi tutti provengono da ambienti rurali e mi è capitato d’incontrare un vecchio pastore illetterato (Ummi) che imparò l’intero Corano in età avanzata e divenne Hafiz per grazia d’Allàh.

L’Adhan [appello alla preghiera] nel rito Malekita ha solo due takbir iniziali invece che quattro come nelle altre tre scuole Sunnite. Da un punto di vista dello stile musicale non vi sono escursioni di toni e lo stile melodioso Orientale (mashriqi) viene qui considerato una innovazione effeminata. Il mu’adhdhin [colui che fa l’appello- muezzin] della Zàwiya precede e segue l’Adhan del Fajr [l’appello alla salat dell’alba] con il tahlil -la ilâha illâ Allàh- e la Salat sul Profeta – SallAllàhu ‘alayhi wa sallam. Non l’ho mai sentito profferire altre parole ad alcuno durante la mia permanenza alla Zàwiya.

Lo Shaykh, il Mu’adhdhin, gli addetti alla Zàwiya e molti dei Foqara portavano la collana (rosario) di grossi grani per l’esecuzione del dhikr (Tasbih) attorno al collo. Questa è una pratica (adab) particolare dei Shadhili a titolo di umiltà per un continuo ricordo del Creatore da parte dei Suoi servitori. Questa pratica di sottomissione è un eccellente innovazione (bid’a hasana) descritta ampliamente nel libro di Sidi Fath Allàh al-Bunani intitolato “Tufhat Ahl al- Futuhat wa al-Adwaq fi Ittikhadh al- Sibha wa Ja’liha fi al-A’naq”
(La Gemma delle Genti delle aperture Spirituali e del Gusto attraverso l’uso delle collane di grani per il dhikr indossato attorno al collo).

Lo Shaykh mi ha consentito di rimanere molto tempo in sua compagnia, così ho avuto l’opportunità di osservare i suoi metodi altruisti di insegnamento quale guida spirituale (Murshid) dei membri degli agglomerati vicini e della sua instancabile energia. I visitatori accorrevano in grande numero e noi stessi ci siamo recati diverse volte, con viaggi in auto di tre-cinque ore, nei dintorni (della Zàwiya) verso le case vicine o nelle Zawàyà (plur. di Zàwiya) affiliate, per onorare dei pellegrini di ritorno dal Hajj [pellegrinaggio] o per portare delle condoglianze o in occasione di qualche Festa (Aid).

Tutti i sabati mattina lo Shaykh era solito andare al mercato all’aperto di Souk Sept il secondo in grandezza del Marocco. La prima volta che andai mi attendevo che lo Shaykh avrebbe venduto e comprato come tutti gli altri, ma ero parzialmente in errore. Una piccola tenda quadrata venne montata su un bordo del mercato con il fronte rivolto verso il mercato completamente aperto, delle pelli di montone vennero stese sul terreno sui cui prese posto lo Shaykh (non l’ho mai visto seduto su una seggiola per più di due minuti). Venne portato del the e delle frittelle e lo Shaykh comincio a distribuire elemosine (Sadaqat) e doni ai poveri, ricevendo inoltre le Sadaqat da chi le voleva dare. Ben presto l’ambiente (presso la tenda) si riempi di buon umore e di persone: vicini, commercianti, Imam delle Moschee, cantastorie, majadhib (rapiti, attratti da Dio), amici della Zàwiya… ad un certo punto la tenda era completamente riempita da conoscitori del Corano (a memoria) tutti ex studenti dello Shaykh venuti a porgere il loro saluto.

In tal modo lo Shaykh comprava e vendeva, ma non come tutti gli altri! Ad un certo punto qualcuno chiese: Ma c’è un’altra tenda come questa nel mercato ?
Il figlio dello Shaykh rispose, no, Nessuna in tutto il mercato.
Allora chi aveva posto la questione disse: «per Allàh, certo questa tenda è tutto il mercato »!

In tal modo mi è stato possibile, senza allontanarmi dall’area peraltro vasta della Zàwiya, di scoprire questa popolazione rurale del Marocco, caratterizzata da una franca semplicità, da nobiltà ed ospitalità. Devo aver incontrato centinaia di persone e udito «marhaban fî baituka wa baladuka» (benvenuto nella tua casa e nel tuo paese) un numero indeterminato di volte.

Il vestito da viaggio tradizionale del Marocco e degli abitanti della campagna che venivano a visitare lo Shaykh alla Zàwiya o che incontravamo nei settimanali giorni di mercato mi ricordava in qualche modo i capi d’abbigliamento ed i fluenti vestiti dei cittadini del tardo Medioevo e del Rinascimento Europeo, così come sono dipinti nell’ arte di quel periodo.

Ho intrapreso un viaggio di cinque giorni a Sud verso Tanalt, posta sopra Agadir, con il figlio della Shaykh con lo scopo di fare visita ad un fratello canadese benedetto –Shaykh Ramzi - che studia il fiqh Malekita alla Scuola dell’Amico (Walî) di Allàh Sidi Al-Habib. Abbiamo visitato la sua tomba (maqam) dopo due giorni di cammino faticosi in una valle maestosa a 1200 metri d’altezza nelle montagne dell’Anti-Atlante che toccavano le nuvole e ci circondavano a perdita d’occhio. Qui ho scattato delle fotografie di questi posti che mi ricordavano il mio nativo Libano.

Tanalt, Agadir, Inzeguen e Tadila sono città “Amazigh” e “Amazigh è il nome originario di quegli Arabi che sono chiamati “Berberi”. La popolazione Amazigh possiede una lingua scritta e parlata ed una letteratura totalmente indipendente dall’Arabo, malgrado che sia stata originariamente Araba - da notare un piccolo fatto noto – proveniente da una tribù dello Yemen del Sud che ancora esiste ai nostri giorni. Gli Amazigh hanno manifestato numerosi Awliyâ’ (Santi) e prestigiosi giuristi Malekiti nel Souss (Sud del Marocco) così come nelle regioni Sahariane ai confini con La Mauritania. L’insegnamento in molte delle loro scuole è dato in lingua Amazigh.

La famiglia di Sidi Bassir viene anch’essa dal Sahara, ma è originaria da arabi dell’ Hijaz e discende dal Profeta – che Allàh lo benedica e saluti Lui e la Sua famiglia – attraverso Suo nipote al-Hasan ibn ‘Ali ibn Abu Talib, così come tutti gli Idrisiti del Marocco.

Lo Shaykh mi ha decritto le origini del nome «Bassir»- che significa di vista acuta - dovuto ad un santo antenato della Famiglia che era cieco, ma dotato del dono spirituale dello svelamento spirituale (kashf). Questo Avo era in grado di rilevare il nome, le origini, gli alimenti e gli stati di un visitatore immediatamente e senza averlo incontrato precedentemente. Mi è stato detto che, a partire da lui, tutti i secondogeniti appartenenti alla stessa madre e della sua linea genealogica, nascevano ciechi, ma molti di essi ricevettero lo stesso dono di vera chiaroveggenza.

Sidi Ibrahim Bassir (il padre di Sidi Mustafà) morì quando lui aveva 3 anni. Sidi Mustafà ha preso poi il ricollegamento iniziatico alla Tarìqa [Shadhilyya-Darqawiyya] da suo fratello maggiore Sidi al-Habib (diverso da Sidi al-Habib di Tanalt) che morì nel 1988. Il figlio dello Shaykh -Abd-el-Mughit Bassir - ha raccolto la storia degli Shuyukh “Bassir” in un volume in corso di stampa intitolato: « Al-nazara al yasîr fi manâqib Ahl al-Bassir» [Alcune delle Qualità e Virtù della Gente al-Bassir] che ho avuto il privilegio di vedere.

Lo Shaykh mi ha raccontato che suo Padre Sidi Ibrahim era solito viaggiare sulle montagne e nelle pianure desertiche del sud del Marocco con una carovana di circa 100 persone. Quando si accampavano allestivano cinque grandi tende: una per le donne ed i famigliari, una per coloro che sapevano a memoria [o stavano memorizzando] il Corano, una per i visitatori, una per lo Shaykh e una per le attrezzature per cucinare. Lo Shaykh condusse quindi una vita nomade insegnando il «Tawhid» [il Puro Monoteismo] e la «Salat» [la Preghiera] in queste contrade selvagge per molti anni. Più tardi costruì la Zàwiya.

In questo periodo Egli perse un figlio ed una figlia così come molti suoi seguaci, a causa dell’ostilità delle tribù belligeranti locali, degli stregoni delle campagne e di altri che si opponevano alla sottomissione a Dio, così come le truppe di occupazione Francesi.

Durante la mia permanenza ho partecipato una volta alla Salat Collettiva del Venerdì (Salat al-Jumu’a) a Dar al-Bayda’ (Casablanca). Sono entrato nella Moschea con l’Imam – [Sidi Mukhtar Bassir] fratello di Sidi Mustafa – circa 10 minuti prima dell’inizio dei riti. Nell’entrare si aveva la sensazione di entrare nell’Oceano del Corano. Infatti la Moschea era inondata da centinaia di voci in recitazione all’unisono nel modo non modulato tipico del Maghreb. L’unica altra volta in cui ho percepito una tale forza di affermazione della Maestà e della Bellezza Divina è stato quando ho ascoltato per la prima volta la recitazione del Corano da una registrazione, prima della mia conversione all’Islam dieci anni fa’.

Non appena presi posto nella Moschea notai che molti dei presenti recitavano [il Corano] a memoria. Senza dubbio il Maghreb è il paese Arabo con il numero pro-capite più elevato di persone che conoscono il Corano a memoria (Huffaz). Notando la competenza e la maestria della loro recitazione mi sono ricordato delle testimonianze dei vari Shuyukh al-Qurrà [Recitatori del Corano] anche qui a Damasco – Shaykh ‘Abd al-Razzaq al-Halabi nella Moschea degli Umawi, e Shaykh Muhammad Sukkar nella Moschea di Sidi Muhyi ad-Din Ibn ‘Arabi - della superiorità dei Marocchini, su tutti gli altri, nella recitazione a memoria del Corano. Vi è da notare che il solo insegnamento [metodo] impiegato sulla lettura del Corano nel Maghreb è quella dell’Imam Warsh, dal Nafi’.
Lode ad Allàh (al hamdu li-Llàh) che ha reso questo Paese devoto nel preservare questo modo prezioso di lettura adempiendo così, in favore dell’intera Umma, [Comunità Islamica] all’obbligo di preservare e di non perdere nessuno dei molteplici modi canonici di lettura rivelati al Profeta- che Allàh Lo benedica e gli dia la pace .

Mentre ero in Marocco ho scoperto l’albero denominato “Argan”, un albero spinoso che può crescere fino alla grandezza di un ulivo o a quella di una quercia. Esso produce in abbondanza un piccolo frutto che sembra un oliva rossa, che viene raccolto facendo pascolare le capre sotto gli alberi. Le capre mangiano la polpa e lasciano il nocciolo sul terreno. I noccioli raccolti e torchiati rilasciano un delizioso olio di colore marrone chiaro e più prezioso dell’olio d’oliva. Sia l’olio di Argan che l’olio d’oliva sono elementi essenziali di ogni tavolo da pranzo marocchino, specialmente per la prima colazione [del mattino].

Sidi Mustafà Bassir è strettamente Malikita [segue la Scuola Malikita] concreto nella sua competenza di Diritto Canonico (Faqîh) e conservatore della tradizione (Hafiz), ogni sua parola ha la sua sorgente nel Corano e negli Ahadith [i detti del Profeta]. Soprattutto egli è un uomo che pratica la tradizione degli Awliya che sono i fari di luce per le loro comunità e per i loro paesi, che distribuiscono benedizioni in continuazione attraverso gli atti ed i loro stati [spirituali] (Hâl) piuttosto che con i discorsi.

Per questo qualcuno ha detto che non vi sono mistici nell’Islam – solo realistici !
Anche i loro discorsi sono prevalentemente “azione” [messa in atto] come è dimostrato da alcuni detti che ricordo di aver udito dallo Shaykh- che Allàh abbia cura di Lui- come del nostro Maestro Mawlanà al-Shaykh Nazim al-Haqqani e di tutti gli Amici (Awliyâ) d’Allàh:

* «Quando Allàh desidera portare qualcuno da un posto della Sua terra ad un altro, Egli non lo lascia muovere finche le condizioni della sua vita e della sua sussistenza non sono pronte, poi Egli lo trasporta da un posto all’altro»

* «Niente è più facile per Allàh che far uscire il Suo servo da uno stato e farlo entrare in un altro: dal punto A al punto B anche se è alla fine della terra, oppure dalla salute alla malattia – proprio così – oppure dalla vita alla morte – proprio così »

* «Quando le persone che seguono il cammino della luce si incontrano esse si riconoscono e percepiscono già una certa familiarità fra di loro, mentre coloro che seguono il cammino delle tenebre sono in continua opposizione ed alienazione con ogni cosa. La luce non ha mai opposizione in se stessa, produce solo un aumento dell’intensità dell’amore, bellezza e verità, come stà scritto nel versetto Coranico che dice: «Luce su Luce…» (Cor. 24:35). Mentre le tenebre sono un blocco immutabile su cui si accumulano nuove tenebre, come stà scritto nel versetto Coranico che dice: «Strati di tenebre gli uni sugli altri..» (Cor. 24:40).

* «La luce si spande ovunque mentre le tenebre sono statiche. La luce, se ciò è permesso, può penetrare le tenebre così come gli occhi possono vedere, mentre le tenebre anche più spesse non possono penetrare la Luce. Se le tenebre potessero espandersi sarebbe un grande problema!»

* «Una giovane donna Santa –Waliyyah – raggiunse un grado di presenza nell’Assemblea (Diwan) del Rasulullah – SallAllàhu ‘alaihi wa Sallam – solamente attraverso la pazienza nel sopportare un sofferenza fisica di cui soffriva senza alcun lamento e nascondendola anche a sua madre ».

* «Un essere può solo parlare di ciò che sa. Per quanto riguarda quello che non gli è noto [che non sa] non dovrebbe negarlo ma delegarlo [lasciarlo dire] a coloro che sanno».

Sono stato fortunato nel poter leggere con lo Shaykh l’introduzione alla Dottrina (‘Aqida) dello Shaykh Imam Al-Qushayri all’inizio della sua Risala. Ho pubblicato le sue osservazioni e spiegazioni nel mio studio sulla : «‘Aqida di al-Qushayri».

Fra le Du’à [domanda/invocazione a Dio] che ho sentito dire più frequentemente dallo Shaykh vi è questa: «Rabbi yughallib al-baraka ‘alâ al-haraka» (O mio Signore fai prevalere la Benedizione sull’azione).

Sono pieno di gratitudine per aver incontrato Sidi Mustafa Bassir, discendente del Profeta- che Allàh lo benedica e gli dia la pace- il quale ha chiamato la Gente del Corano con l’appellativo di «Gente di Allàh» (Ahl Allàh), perciò è giusto e corretto che il loro insegnante sia chiamato «Il Maestro della Gente d’Allàh» (Shaykh Ahl Allàh) – possa Allàh benedirlo, ringraziarlo e appoggiarlo !

O mio Signore (Allàhumma) a Te appartengono tutte le lodi, per le Tue cure, la Tua gentilezza e i doni generosi incorporati nell’ospitalità dei Tuoi Amici (Walì) e dei Portatori del Tuo Libro [Corano] nelle terre d’Occidente, ai quali si riferiva il Profeta – SallAllàhu alayhi wa Sallam – quando ha detto:«Le genti dell’Occidente (Ahl al-Gharb) continueranno ad essere vittoriosi, testimoni della verità, fino a che arriverà l’Ora» (narrato da Sa’ad ibn Abi Waqqas nel Sahih di Muslim).
Che Allàh non renda questo il nostro ultimo incontro con il Mondo del Corano!.

Wa SallAllàhu ‘alà Sayydinà Muhammad wa ‘alâ ‘Alihi wa Sahbihi wa Sallam.
Wa al hamdu lillahi Rabbi-l ‘alamin.
Hajj Gibril (GF HADDAD)

Titolo e Autore del documento in originale

« WORLD OF THE QUR’AN A JOURNEY TO MAROCCO » di Jibril Fouad Haddad
pubblicato in : http://www.livingislam.org/n/wqm_e.html

Traduzione italiana di Abdel Malik e Umar e note di Umar -
Pubblicato in: http://groups.msn.com/SUFISMO
(Aprile 2005)

«Aid Al-Adha» è chiamata anche  «Aid al-Kabir » ed è propriamente la -Festa del Sacrificio- dove si ricorda il Profeta Abramo e il sacrificio di suo figlio, che simboleggia inoltre il sacrificio a Dio di ciò che l’uomo ama di più e cioè la propria nafs (ego) .
I termini «Fuqarà» e « muridùn» vengono usati generalmente per designare i «discepoli» di uno Shaykh (Maestro).
Shaykh Nazim al-Haqqani Naqshabandi è il Maestro (Shaykh) di Jibril F.Haddad della Tarìqa Naqshabandiyya, conosciuto da Shaykh Mustafà Bassir e in contatto tra di loro.
Si tratta del Dhikr collettivo chiamato «Imarà » che si fa in piedi ed in cerchio, tipico della Tarìqa Darqâwiyya
Questa sorgente era stata trovata da Shaykh Sidi Ibrahim Bassir, e quando nelle altre sorgenti nei dintorni non c’è acqua in questa sorgente non manca mai.
Un «Hizb» è una sessantesima (60^) parte del Corano. Nel Corano ci sono 60 Hizb
Un « Juz» è una trentesima (30^) parte del Corano, (comprende perciò 2 Hizb). Nel Corano ci sono 30 Juz. Perciò ogni mese (tra le recitazioni della salat fajr e della salat Maghrib) viene recitato collettivamente tutto il Corano per intero (Khatma).
L’Imam al-Busîrì (1212-1298) scrisse questi due famosi Poemi [Qasa’id] in onore del Profeta Muhammad MHMD: La Qasîda «al-Hamzyya» poesia hamziata di elogi sul Profeta e la Qasîda «al-Burda» (mantello) una esposizione della vita e delle virtù eccellenti del Profeta MHMD.
La parte giornaliera recitata di questi due Poemi consiste in un settimo del Poema, perciò i due Poemi vengono recitati per intero ogni settimana .
Queste recitazioni vengono ripetute ciascuna per 100 volte, al termine viene recitata la Salat «Mashishiyya» dello Shaykh Ibn Mashish e poi lo Shaykh chiude il rito con una Du’à (preghiera /domanda a Dio) generale per tutti.
Il «Wird» consiste in una formula o più formule di invocazione ad Allàh
« Hafiz» colui che conosce (lett.conserva) il Corano a memoria
il «Takbir» è la recitazione della frase «Allàhu Akbar» - Allàh è il più Grande-.
«Tasbih» è anche la recitazione della frase «Subhâna Allàh» - Gloria ad Allàh -.
Souk Sept è un paese a circa 10 km dalla Zawiya, dove solitamente vanno ad approvvigionarsi per le loro necessita alimentari.
Il «Fiqh» è il Diritto Islamico, la Scienza della Legge Islamica, il sapere giuridico.
«Sharif» (pl.Shurafâ) termine usato per definire coloro che sono dei discendenti (di sangue) del Profeta MHMD con anche i significati di Eminente, Nobile.
«Al-Basîr» (Colui che vede tutto /il Vedente) è uno dei 99 Nomi di Allàh e «Basîra» nel linguaggio del Tasawwuf significa -vista interiore- riferita all’occhio del cuore.
Shaykh Habib Bassir ha diretto la Zawiya dopo la morte di suo padre avvenuta il [15/Rajab/1364 E (1945) ] ed è stato lo Shaykh di Sidi Mustafà Bassir al quale, prima della sua morte avvenuta il [14/Safar/1409 E (1988) ha passato l’incarico di dirigere la Zawiya .Queste date sono riportate nelle loro due tombe poste alla Zawiya.
Questo Libro è stato poi stampato con il titolo: «Al-nazara al-yasîr min manâqib Zâwiya al-Bassir» nell’anno 2002 ed è distribuito dalla Zawiya stessa.
La scuola Malikita è una delle quattro scuole Madhâhib (sing Madhhab) principali d’interpretazione giuridica dell’Islam, le atre tre sono, la scuola Hanafita, la Hanbalita e la Shafi’ita e prendono il nome dai loro fondatori.
Shaykh Nazim al-Haqqani è Rappresentante della Tarìqa Naqshabandiyya e vive nella sua Zawiya a Cipro.


- Il Mondo del Corano un Viaggio in Marocco - ( il 29 aprile 2000) di Jibril F. Haddad






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2005-05-29

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